Confesercenti Firenze. Green Pass: che sia una risorsa e non una discriminazione.

Come Confesercenti riteniamo che in questa fase siano necessarie misure coerenti con l’attuale situazione sanitaria; la necessità di ricorrere all’obbligatorietà del Green Pass può essere una “soluzione”, ma all’interno di un provvedimento che non abbia conseguenze discriminanti su coloro che ancora non hanno avuto accesso alla vaccinazione non per scelta ma per una questione di tempo.

Da sempre siamo a favore di soluzioni che siano in grado di mettere al primo posto la salute pubblica senza dimenticare però l’aspetto economico. Il Green Pass può essere la strada da seguire per un ritorno alla normalità, senza più limitazioni, e dare un segnale di sicurezza che favorisca la socialità. Con l’utilizzo della “certificazione verde” potrebbero riaprire anche quelle attività, come le discoteche, che ancora sono chiuse e fortemente penalizzate a livello economico. Quindi, avanti con questa misura ma solo se accompagnato da un’ulteriore accelerata della campagna vaccinale, anche nel periodo di agosto, evitando discriminazioni e storture. Poiché è necessario ricordare che c’è ancora una parte della popolazione, soprattutto i giovani, che non ha ricevuto la seconda dose del vaccino o addirittura neanche la prima, e questo non per scelta ma per ritardi nella campagna vaccinale. Anche per questo è importante evitare decisioni che determinano discriminazioni.

Già da tempo abbiamo affermato, come Associazione, l’importanza di accelerare la campagna vaccinale dei lavoratori delle piccole imprese, e attraversoAssosanità, abbiamo avanzato la proposta di sfruttare la presenza capillare delle strutture sanitarie private, consentendo ai lavoratori delle PMI di recarsi presso tali strutture per la vaccinazione. Purtroppo, questa strada non è stata perseguita dalla Regione Toscana

L’obbligatorietà del Green Pass può essere una misura utile ad incentivare ed accelerare le vaccinazioni e soprattutto a sbloccare i cosiddetti ‘indecisi’; e quindi a garantire una ripresa in sicurezza del Paese e delle attività economiche, ma questo non deve arrecare ulteriori danni alle imprese dei settori economici più colpiti, soprattutto quelle della ristorazione; già profondamente stremate dai precedenti mesi di lockdown.

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