Fiepet sul decreto riaperture: «Il Governo doveva avere più coraggio»

«Alcune date potevano essere anticipate, ancora non si può parlare di una vera ripartenza». Così Massimiliano Mei, presidente provinciale Fiepet, commenta il decreto riaperture di Draghi. «Molti devono ancora attendere» prosegue lamentando poco coraggio «in merito al coprifuoco, ma anche alla possibilità di consumazione all’interno delle attività e la data della ripresa dei matrimoni».

«Completamente dimenticato, inoltre, il settore delle discoteche e degli altri locali dell’intrattenimento che sono ormai allo stremo». Proprio per questo la Fiepet nazionale ha chiesto un incontro con il Comitato tecnico scientifico del Ministero della salute per capire quali saranno le linee di indirizzo per questo settore.

«Nel nuovo Decreto rileviamo aspetti positivi determinati dagli allentamenti delle restrizioni; ma si doveva osare di più vista l’accelerazione della campagna vaccinale su cui è utile mantenere l’impegno attuale e il miglioramento della curva dei contagi – prosegue Mei –. Lo slittamento da subito del coprifuoco alle 24 avrebbe dato un forte beneficio all’attività di pubblico esercizio insieme alla contestuale ripresa delle attività al chiuso. Tutto questo nel rispetto del distanziamento previsto dagli attuali protocolli; in questo modo si sarebbe eliminata la disparità nei confronti di coloro che non hanno spazi all’esterno».

«Fuori di ogni logica è poi non avere eliminato il divieto del consumo al banco, che sta fortemente penalizzando il modello di ‘bar italiano’. Con i protocolli adottati, i nostri locali sono sicuri. Anzi sono una risposta positiva alla richiesta di socializzazione dopo questo lungo periodo di limitazioni, perché disintincentivano gli assembramenti non regolati».

«Il rilancio del settore – conclude Confesercenti – passa attraverso un decreto sostegni bis adeguato alle necessità delle imprese: è fondamentale che il Governo riconosca dei veri indennizzi in base alle perdite avute».

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