Venezuela: big Ue riconoscono Guaidò. Lega e M5s litigano. Mattarella: «Basta incertezze»

L’Unione Europea è ormai orientata al riconoscimento ufficiale di Jean Guaidò presidente ad interim del Venezuela e chiedono che convochi al più presto nuove elezioni. L’Italia, che in politica estera ha quasi sempre avuto visioni chiare e liberali, ora non prende una posizione: si registra, ancora una volta, una diversità di vedute tra i due alleati di governo. Dalla Lega, più in linea con quanto sostenuto dal resto dei Paesi Ue, si sottolinea che «Maduro è uno degli ultimi dittatori di sinistra rimasti in giro, che governa con la forza e affama il suo popolo». L’auspicio? Libere elezioni prima possibile. Ma per il M5s parlare chi, ora, non ha una veste ufficiale, ossia Alessandro Di Battista: «Ci vuole coraggio – dice – a mantenere una posizione neutrale in questo momento, lo so. L’Italia non è abituata a farlo. Ci siamo sempre accodati in modo vile agli esportatori di democrazia. L’Europa dovrebbe smetterla una volta per tutte di obbedire agli ordini statunitensi». Bravo Di Battista. Ma lui ha esperienze dirette di politica estera? Ha ricoperto qualche incarico di responsabilità dalle parti della Farnesina? Ha almeno fatto gli studi richiesti a chi può lavorare nel corpo diplomatico? Il problema, purtroppo, è che troppo spesso i 5 Stelle non conoscono la materia di cui si vorrebbero occuparsi.

Ma a parlare è anche il capo dello Stato. «Non ci può essere incertezza nè esitazione nella scelta tra la volontà popolare e la richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza», dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo senso di responsabilità e chiarezza in Italia per il Venezuela su una linea condivisa con gli alleati e i partner europei.

Intanto Maduro spiega di aver scritto al Papa: «Ho inviato una lettera a papa Francesco- ha detto in una intervista a Sky TG24 – spero che sia in viaggio o che sia arrivata a Roma, al Vaticano, dicendo che io sono al servizio della causa di Cristo. E con questo spirito gli ho chiesto aiuto, in un processo di facilitazione e di rafforzamento del dialogo, come direzione. Io chiedo al Papa che produca il suo miglior sforzo, la sua volontà per aiutarci nella strada del dialogo. Speriamo di ricevere una risposta positiva». Rispondendo ai giornalisti ad Abu Dhabi durante la visita di papa Francesco, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha confermato che Nicolas Maduro ha scritto una lettera al Pontefice. Per il primo collaboratore del Papa, che non ha voluto fare ulteriori commenti, essa «rilancia il dialogo» in Venezuela.

Ad aver ricosciuto Guiadò nel giorno in cui scade l’ultimatum a Maduro sono Francia, Germania, Gran Bretagna, Austria e Olanda. Secondo quanto riferito dalla Spagna non c’è comunque un testo dell’Ue in quanto alcuni Paesi sono contrari. Ira della Russia. Mosca considera i tentativi di alcuni Paesi di legittimare il cambio di potere in Venezuela come intromissione negli affari interni del Paese. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov: «La crisi politica interna in Venezuela può essere risolta solo dai venezuelani stessi. L’imposizione di qualsiasi soluzione o il tentativo di legittimare il tentativo di usurpazione del potere è, a nostro avviso, interferenza diretta negli affari interni del Venezuela»

Sandro Bennucci

Comments are closed.