Sea Watch è entrata nel porto di Catania, i migranti a bordo si abbracciano

La Sea Watch 3 e’ entrata nel porto di Catania e ha attraccato nel molo di Levante La nave era partita intorno alle 5.30 dalla rada di Siracusa. Un guasto meccanico ha ritardato la partenza della nave dell’Ong battente bandiera olandese. La nave, rimasta bloccata una settimana inattesa di un accordo Ue sulla destinazione dei 47 migranti a bordo, è scortata da motovedette della Guardia costiera e della Guardia di Finanza.

E sono stati emessi dal Tribunale per i minorenni di Catania, presieduto da Maria Francesca Pricoco, su ricorso della Procura minorile etnea, “provvedimenti di nomina di tutore per ciascuno dei minori presenti sulla Sea Wacth al fine delle attività di tutela previste dalla disciplina interna e dalla normativa internazionale”. L’atto è propedeutico allo tutela e allo sbarco dei minorenni non accompagnati che sono sulla nave della Ong tedesca battente bandiera olandese alla fonda al largo di Siracusa.

“Missione compiuta! Ancora una volta, grazie all’impegno del governo italiano e alla determinazione del Viminale, l’Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità. Sei Paesi hanno accettato di accogliere gli immigrati a bordo della Sea Watch3, coordinandosi con la Commissione europea: si tratta di Francia, Portogallo, Germania, Malta, Lussemburgo e Romania”, dice il ministro dell’Interno, Matteo Salvini auspicando che, “in base alla documentazione raccolta, venga aperta un’indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong”.

Il comandante e i membri dell’equipaggio saranno sentiti dalla procura di Catania, ma nessun sequestro è previsto, per il momento, per la nave Sea Watch 3 appena arrivata al porto di Catania con i 47 migranti a bordo. E’ quanto si apprende da fonti investigative del capoluogo etneo.

Appena le manovre di attracco sono finite i migranti a bordo hanno festeggiato l”arrivo a Catania abbracciandosi tra di loro e abbracciando anche i componenti dell”equipaggio della nave della Ong tedesca battente bandiera olandese. Probabilmente saranno stati già istruiti per fuggire subito dai centri di assistenza dove saranno destinati, in modo da restare poi in Italia a spese nostre. Nonostante la sbandierata solidarietà di una parte dell’Europa.

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