a Coltano (Pi) potrebbe sorgere il cpr per la Toscana. Nel 2011 l’ipotesi fu scartata

Dai giornali toscani del primo aprile 2011 riporto e ricordo una notizia che torna di moda. Il cpr per la Toscana potrebbe essere localizzato a Coltano, presso Pisa. In quell’anno ero prefetto di Firenze, impegnato nell’accoglienza diffusa, ed ero stato prima prefetto di Pisa, ma quando circolò la voce della possibile scelta ministeriale, compresi subito che sarebbe stato difficile realizzarla. Sia per la prevedibile reazione furiosa del Governatore Rossi, da sempre (e ancora) contrario a questi centri, soprattutto nella provincia che gli ha dato i natali, sia per la sicura opposizione delle amministrazioni di sinistra, che avrebbero osteggiato naturalmente la decisione del governo di destra. Difatti, dopo riunioni anche romane, il governo dette il via libera al modello Toscana per l’accoglienza dei migranti niente mega-campo di Coltano e sì a dieci centri di prima accoglienza. Questo l’esito degli incontri tenuti allora a Roma dal presidente della Regione Enrico Rossi alla Conferenza Stato Regioni prima e al Viminale poi, con il ministro dell’interno Maroni. A questa decisione non furono estranei i prefetti di Pisa e di Firenze. Ma erano altri tempi e altre situazioni anche politiche.

Adesso la storia si ripete e il giornale La Repubblica anticipa che il centro per il rimpatrio dei clandestini della Toscana potrebbe essere ospitato proprio a Coltano; evidentemente il Viminale si è ricordato di quella prima individuazione e adesso confida che il cambio di amministrazione a Pisa, dove adesso comanda il centrodestra, e la posizione favorevole del sindaco Nardella (soprattutto se il campo non viene fatto a Firenze) possano far realizzare il progetto. La reazione furiosa del Governatore Rossi, fra l’altro in scadenza di mandato, non rinnovabile, può essere non tenuta in gran conto, tanto più che lo stesso Rossi aveva recentemente dichiarato che il centro il governo lo potrebbe fare nei comuni amministrati dal centrodestra. Eccolo accontentato!

La vecchia caserma di proprietà del Demanio, lontana da centri abitati e vicina all’aeroporto, potrebbe essere la destinazione ideale, secondo i dettami del ministero. I tempi necessari all’apertura della struttura, che dovrebbe essere in grado di ospitare fino a 180 giorni i clandestini presenti sul territorio regionale in procinto di essere espulsi, sarebbero abbastanza lunghi, ma non infiniti. Ci vorrebbero circa 9 mesi.

Repubblica osserva che la location, a detta di qualche esponente leghista, potrebbe persino agevolare il territorio pisano per le espulsioni degli irregolari: la provincia che ospita il Cpr (centro permanente per rimpatri) potrebbe contare su una sorta di corsia preferenziale. Nel 2011 le istituzioni locali, per corroborare la giustezza della loro posizione, fecero notare che Coltano fu sede del campo di prigionia allestito dalle truppe americane che, dal maggio del 1945, vide rinchiusi oltre 35 mila militari della Repubblica Sociale Italiana (ma da quando in qua le sinistre si preoccupano delle detenzioni ai danni dei fascisti?). Ed è lì che, si narra, avvenne l’invenzione della radio per il centro di trasmissioni di Marconi. Ragioni che allora furono ritenute valide, ma che adesso potrebbero non essere sufficienti a bloccare il progetto di Salvini.

Paolo Padoin

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