Giornata della memoria, un libro su Gino Bartali che salvò almeno 800 ebrei

Un libro sul Gino Bartali silenzioso, in grado di contribuire al salvataggio di almeno 800 ebrei nel periodo delle leggi razziali e delle retate antisemite. E” il volume Una bici contro il fascismo di Alberto Toscano (editore Baldini e Castoldi, pp 198, 17 euro),
traduzione dal francese di quello uscito nell”aprile 2018, a Parigi, per l”editore Armand Colin, del gruppo Hachette, col titolo Un vélo contre la barbarie nazie.
Il nuovo libro sul campione di ciclismo fiorentino è stato presentato in anteprima a Palazzo Vecchio (la presentazione vera e propria è in programma il 27 gennaio nella sala ex Leopoldine in piazza Tasso) ed è il risultato di una ricerca storica che mette in luce anche aspetti dimenticati della relazione tra Francia e Italia. Come l”atteggiamento complice assunto da gran parte dei quotidiani francesi al momento della visita di Hitler in Italia nel maggio 1938, quando l”arcivescovo di Firenze, il cardinale Elia Dalla Costa (amico di Bartali) fece sbarrare le finestre dell”arcivescovado in segno di protesta per la presenza dei due dittatori nella sua città.
Mio padre – ha detto Luigi Bartali, figlio di Gino – è stato un eroe silenzioso, una persona che non si vantava mai di ciò che faceva. Gli rendo merito e onore, come figlio per quello che ha fatto.
Si tratta di una storia vera raccontata come un romanzo – ha detto il presidente del quartiere 1 Maurizio Sguanci -. In quegli anni bui, nonostante Gino Bartali mietesse successi su successi, non ha mai fatto il saluto fascista, cosa che facevano tutti per onorare la vittoria. E” stato un grande campione nello sport e nella fede. Alla presentazione di domenica, ha annunciato Sguanci, sono stati invitati anche il cardinale Giuseppe Betori, il presidente della Comunità ebraica Daniela Misul e l’imam di Firenze Izzeddin Elzir.

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