Quattro italiani, due anarchici, fermati dalla polizia francese per lo sconfinamento del corteo

Si cerca di allentare la tensione dopo il corteo antifascista organizzato dal movimento Briser les frontieres al confine italo-francese sulle Alpi per liberare le frontiere dai fascisti, dopo che militanti di estrema destra di Generation Identitaire avevano indetto un presidio sistemando una rete di plastica lunga centinaia di metri contro il passaggio degli stranieri illegali. Quattro gli italiani fermati dalla polizia francese (tre uomini ed una donna), fra i quali un anarchico originario di Cagliari ed un secondo legato al centro sociale torinese Askatasuna. La procura di Torino, oltre che indagare i doganieri francesi a rischio di procurare un incidente diplomatico-giudiziario, farebbe bene a perseguire i componenti di questo centro sociale, presente in ogni occasione di disordini e proteste eclatanti.

E torna anche la polemica politica. «Ogni tanto – ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini – qualche giornalista mi dice che gli austriaci sono cattivi, che controllano i loro confini ed espellono i clandestini. Non sono cattivi, siamo noi che abbiamo il governo dei cretini e dei complici perché dovremmo fare esattamente la stessa cosa». L’Europa, ha replicato Edoardo Patriarca (Pd), «ha già conosciuto le cortine di ferro e i muri. Salvini punta sull’immigrazione perché vuole flirtare con quella parte di M5s che ha parlato, sbagliando, di taxi del mare per le ong?». Ylenja Lucaselli (Fdi), ha invitato a fare «attenzione alla ripresa degli sbarchi che costituisce comunque un pericolo per la sicurezza e la coesione sociale del nostro Paese».

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