Centrodestra: Dopo abbandono di Costa e Cassano fuga da Ap verso FI, ma Berlusconi frena

Continua la fuga da Alleanza Popolare di Alfano, il partito nato per iniziativa dei transfughi dal Cavaliere, per rientrare (nelle intenzioni) nella casa madre di Forza Italia. Ha iniziato il ministro Costa, seguito dal sottosegretario Cassano, mentre molti altri manifestano intenzioni analoghe. Molto comodo abbandonare la nave quando si vede che il battello e il nocchiero sono in difficoltà, ma in Italia ormai è uno sport nazionale.

Porte chiuse ai traditori. Ci ha pensato Silvio Berlusconi a smorzare gli entusiasmi di chi, orbitando nell’area centrista, pensava di poter tornare in FI con facilità in vista delle prossime elezioni politiche. Ospite della trasmissione In Onda il Cavaliere ha fatto chiarezza su quali siano i suoi progetti: rilanciare Forza Italia con volti nuovi (i vecchi sono avvertiti), unità dei moderati e magari un nuovo predellino.

E su un binario parallelo, l’ex capo del governo manda avanti i suoi emissari nella costruzione di un nuovo contenitore che possa raccogliere tutte le anime che intendano rientrare nel centrodestra e che in qualche maniera consentiranno a Fi, secondo il ragionamento del leader azzurro, di fare da perno moderato ed della coalizione. Dunque porte chiuse al rientro nel partito, ma porte aperte alla formazione di una coalizione. Se non è zuppa è pan bagnato.

Certo, pubblicamente il Cavaliere deve chiudere la porta a quanti vogliono rientrare ma poi, dietro le quinte, la selezione spetta ai suoi fedelissimi. E se il leader di Ap Angelino Alfano minimizza le perdite e dà poco peso all”uscita di Cassano, dentro Fi invece non si nasconde la soddisfazione per aver recuperato un senatore con un bacino di voti in Puglia molto importante.

Berlusconi non può dirlo apertamente ma, nell’annunciare il rinnovamento del suo partito (alle elezioni presenterò volti nuovi) manda un messaggio altrettanto netto ai suoi dirigenti ricordando di dover essere solo lui a pagare 100 milioni di debiti di Forza Italia: «I vecchi possono restare se vogliono – dice – ma sanno che il partito si avvia verso il rinnovamento». E la ricerca di volti nuovi è solo all’inizio.

Certo, la partita vera si giocherà solo quando si saprà con quale legge elettorale si andrà al voto, e fino ad allora il leader di Fi giocherà su più tavoli: puntellare il centro con l’obiettivo di mettere insieme più satelliti possibili intorno a Fi senza però escludere i vecchi alleati visto che, sondaggi alla mano, il centrodestra unito è in testa.

Questa dunque la posizione di Berlusconi, mentre altri sarebbero favorevoli a una maggior apertura e a far rientrare in Forza Italia coloro che consentirebbero di raggranellare il maggior numero di voti, soprattutto al Sud.

Giuliano Urbani, tra i fondatori di Forza Italia, parlando dei centristi che riprendono la strada di Fi afferma: «nella migliore delle ipotesi sono solo polvere, nella peggiore opportunismo puro e pensare a una svolta liberale con questo tipo di personaggi fa ridere i polli. Berlusconi – conclude Urbani – è l’unico rimasto attendibile, con un suo tesoretto e ora sembra in forte risalita, ma anche il contrasto tra lui e Salvini non sappiamo come finirà». Un contrasto che per l’ex ministro della Funzione Pubblica, rappresenta in Italia quello che è lo scontro europeo tra populismo e moderati liberali.

Come si vede acque agitate e confusione all’ennesima potenza anche nel centrodestra, così come avviene anche nel centrosinistra fra Pd renziano, Mpd, sinistra e gli altri gruppi. Non è proprio un buon viatico per fare chiarezza su programmi e coalizioni in vista della competizione elettorale della primavera 2018.

 

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