Dopo decisioni di Macron e sforamento del 3%, Ue sarà benevola con la Francia

Le misure annunciate ieri dal presidente francese Macron «secondo i nostri calcoli non si sposano con il rapporto deficit/pil annunciato, quindi dovranno per forza aumentare il deficit e si aprirà anche un caso Francia, se la regole valgono per tutti». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio dopo il tavolo con le imprese, aggiungendo però: «Noi non lo speriamo».

«La situazione è questa: in Francia per ora abbiamo un discorso, in Italia abbiamo una bozza di bilancio». E’ quanto riferiscono fonti comunitarie, interpellate sul possibile impatto di un eventuale sforamento del deficit francese sulla trattativa in corso tra Roma e Bruxelles sulla manovra.

Il portavoce della Commissione Margaritis Schinas: «abbiamo un meccanismo ben stabilito per valutare le politiche di bilancio dei Paesi della zona euro e la nostra posizione sulla Francia è nota: il parere sul piano di bilancio francese è stato pubblicato poco tempo fa. L’impatto di cosa verrà fuori dal processo parlamentare emergerà in primavera quando pubblicheremo le nostre previsioni economiche»: lo ha detto il portavoce della Commissione europea , su un eventuale sforamento del deficit da parte della Francia e sull’eventuale impatto sulle trattative in corso tra Roma e Bruxelles sulla manovra.

La campana della Conmmissione, influenzata dai vari Juncker, Moscovici e Dombrovsys, suona a difesa della Francia, minimizzando le future decision i dell’Unione. Tutt’altro atteggiamento contro l’Italia.

Lato Parlamento, ovviamente, diverso il parere di Antonio Tajani, Presidente: «se con i 100 euro di aumento dello stipendio minimo Macron sforerà il tetto del 3%? Per questo credo che anche la Francia rischi la procedura d’infrazione, anche se non ha il debito pubblico che ha l’Italia. La legge deve essere uguale per tutti: non è che con l’Italia bisogna esser severi e con la Francia morbidi.»

Ci spiace per Tajani e per l’Italia, ma credo che l’esecutivo Ue continuerà a perseguire una politica aggressiva e punitiva contro l’Italia, specialmente adesso che è governata dal governo spregiativamente definito populista, mentre si useranno i guanti bianchi con la Francia, come in passato è stato fatto con la Germania.

Paolo Padoin

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