Manovra e pace fiscale, ci sono ancora seri problemi di copertura

Dopo aver archiviato il condono cancellando dal pacchetto pace fiscale la norma che consentiva di pagare appena il 20% sulle somme non inserite in dichiarazione negli ultimi 5 anni, il governo cerca di chiudere il cerchio del decreto legge che affronta la materia tributaria.

Ma si scontra con seri problemi di copertura per una delle misure chiave ancora da inserire, il cosiddetto saldo e stralcio. Il provvedimento fiscale, collegato alla manovra, si appresta a varcare il primo traguardo parlamentare al Senato con un esame lampo. Da oggi in Commissione Finanze di Palazzo Madama si vota sui 578 emendamenti che dovrebbero essere scremati fino a circa 200, anche se il Pd ha annunciato che non ritirerà il suo centinaio di proposte. L’obiettivo è chiudere l’esame per giovedì mattina per consentire l’approdo in Aula nella stessa giornata, con due giorni di ritardo sulla tabella di marcia prevista inizialmente. Restano ancora molti i nodi da sciogliere, in un quadro reso complicato da alcune divergenze di carattere tecnico tra il governo e il ministero dell’Economia.

Palazzo Chigi punta all’estensione della sanatoria anche agli avvisi bonari e su questo punto la strada è ormai spianata. Ed appare quasi certo l’ok all’emendamento che prevede la definizione delle irregolarità, delle infrazioni di obblighi o adempimenti a carattere formale commessi fino al 24 ottobre 2018, a condizione che non coincidano sul calcolo dell’imponibile per imposte dirette, Iva e Irap. Per mettersi in regola con il fisco si potrà pagare una somma di 200 euro per ogni periodo d’imposta a cui si riferisce la violazione, da versare nel 2019 e 2020. Tuttavia, appunto, il governo si sta confrontando con le perplessità della influente Ragioneria dello Stato, sull’opportunità di introdurre una definizione agevolata per gli omessi versamenti: misura che consentirebbe di mettersi in regola, ottenendo la cancellazione delle sanzioni, a chi ha dichiarato ma poi non è riuscito a versare le imposte. È la Lega a spingere per questa soluzione, ma i tecnici di Via XX Settembre temono una sensibile riduzione delle entrate fiscali ordinarie.

Gli stessi dubbi vengono manifestati anche sul cosiddetto saldo e stralcio. La misura, messa a punto dal sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri, prevede una sanatoria delle cartelle per i soggetti in difficoltà con tre aliquote (6,10 e 25%) e un Isee fino a 30mila euro. Ma il governo potrebbe anche decidere di rinunciare all’operazione.

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