Sicurezza: classifica Italia Oggi, le città Toscane nel gruppo di coda

Le statistiche di Italia Oggi 2018, riferite ai dati 2017, non portano buone notizie per le province toscane, la maggior parte delle quali si trova in retrovia. Treviso è risultata la provincia più sicura d’Italia, confermando il risultato di eccellenza dello scorso anno. Complimenti al prefetto di Firenze, Laura Lega, che in precedenza è stata prefetto nella città veneta.
Per l’esame delle province toscane però dobbiamo spostarci nel settore di coda, nel gruppo 4 che comprende nel Nordovest Torino, Milano, Genova, La Spezia e Imperia; nel Nordest figurano Trieste in Friuli-Venezia Giulia; 3 province dell’Emilia-Romagna, nell’ordine Ravenna, Bologna e Rimini. Per l’Italia centrale vi è una massiccia presenza di province toscane, nell’ordine Livorno, Grosseto, Prato, Firenze e Pisa, e Roma per il Lazio.
Vediamo la classifica e la posizione di tutte le toscane rispetto alla precedente edizione 2017.

AREZZO 47 37 +10
SIENA 54 38 +16
PISTOIA 66 65 +1
MASSA 82 87 -5
LUCCA 85 91 -6
LIVORNO 93 88 +5
GROSSETO 95 55 +40
PRATO 96 95 +1
FIRENZE 100 97 +3
PISA 102 96 +6

Come si nota nelle ultime due posizioni resistono sempre Pisa e Firenze, che quest’anno hanno sfondato quota 100. Un peggioramento sensibile di Grosseto, mentre Lucca supera Livorno. Sono classifiche che lasciano il tempo che trovano, come ogni anno e che provocano polemiche politiche a livello locale. Prefetti e forze dell’ordine lavorano bene e garantiscono un buon livello di sicurezza, anche se la sempre maggior presenza di stranieri irregolari, a torto o a ragione, aumenta la sensazione d’insicurezza dei cittadini, che la diffusione di queste statistiche non contribuisce certo a diminuire.

Per 15 anni, nelle varie sedi, attendevo anch’io, come i colleghi, le classifiche dei mesi di novembre e dicembre (Italia Oggi e Il Sole 24 Ore), pronto a controbattere le scontate e sempre uguali critiche di giornali locali ed esponenti politici dell’opposizione, soprattutto perché mi sono trovato in città (Pisa, Firenze, Torino, Padova) che sono state sempre nella seconda metà della classifica. Ma la gente alla fine capiva e apprezzava il lavoro svolto dalle istituzioni, anche se auspicava pene più dure e una maggiore severità da parte della magistratura. Ma anche questa è una questione annosa, che ogni anno si ripropone tale e quale.

Paolo Padoin

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