Migranti: la maggioranza degli italiani (62%) non li vuole

Due anni fa era per l’accoglienza il 52% degli italiani. Adesso la percentuale è crollata sotto il 40%, in parallelo con il calo di consensi di quanti, in politica, sono favorevoli ai migranti.

Quanto alle categorie sociali, risulta da una recente ricerca che gli operai sono contro gli sbarchi 62% così come i lavoratori autonomi (70%). I ceti abbienti hanno pochi contatti con i migranti: li tengono a distanza, perché abitano in quartieri abbienti, mandano i figli in scuole private, abitano in case per lo più monofamiliari, si curano in ospedali costosi, usano poco i servizi di trasporto pubblici. Mentre i ceti operai sono sempre a contatto e nella mescolanza con i migranti.

Un interessante e documentato articolo di Gianfranco Morra su Italia oggi riporta i significativi risultati di un sondaggio, svolto da Demetra per conto di Demos e Pi, un istituto di ricerca politica e sociale diretta da un noto sociologo e giornalista, Ilvo Diamanti. Un’indagine fatta con serietà, confrontata con quelle analoghe degli anni precedenti.

Dalla quale emerge una continua crescita di italiani che i migranti non li vorrebbero proprio: oltre la metà condivide i respingimenti delle navi che ce li portano. Nel 2015 erano per l’accoglienza il 52% e 41 per il respingimento, l’anno scorso erano 49% e 44. Oggi 52 italiani su 100 sono per il respingimento dalle navi, il 40 per l’accoglimento. Si tratta di un mutamento radicale, avvenuto in tempi assai brevi. La cosa appare spiegabile per chi conosce le statistiche degli atti contrari alla sicurezza e alla morale sociale dovuti al costante aumento di migranti nel nostro paese. Nessuno pensa che tutti quelli che arrivano siano delinquenti, anche se un certo numero non ha purtroppo altri mezzi per sopravvivere.

Del resto le statistiche sono eloquenti. Si pensi ai detenuti nelle carceri: omicidio, 7.000 italiani, 2.000 stranieri; lesioni corporali, 6.300 e 3.800; violenza sessuale, 2.500 e 1.400; furto e rapina, 27.000 e 10.00; traffico droga, 10.000 e 8.500. Questi numeri vanno rapportato al numero di stranieri presenti sul territorio nazionale, che è di poco più di 5 milioni (8,5 %). Di reati fatti da italiani ne abbiamo tanti, ma fra i migranti la percentuale è molto più forte (sul totale il 35 %).

Molto interessante è l’analisi su quali sono i cittadini più contrari ai migranti. Che sono, senza dubbio, i ceti poveri, quelli più esposti alla crisi economica: operai (62%), disoccupati e lavoratori autonomi (70). La chiusura all’arrivo di migranti ha i suoi sostenitori prevalentemente in ceti sociali più preoccupati del mercato lavorativo: «Rispetto alle navi di migranti e profughi dirette verso le coste italiane, è meglio puntare soprattutto sul respingimento». La cosa è del tutto comprensibile. I ceti abbienti hanno pochi contatti con i migranti: li tengono a distanza, perché abitano in quartieri abbienti, mandano i figli in scuole private, abitano in case per lo più monofamiliari, si curano in ospedali costosi, usano poco i servizi di trasporto pubblici. Mentre i ceti operai sono sempre a contatto e nella mescolanza con i migranti.

Quanto al colore politico, il Pd ha molto accentuato il suo sostegno ai migranti (dal 66 dello scorso anno al 79). La Lega non ha cambiato il suo prevalente atteggiamento di rifiuto (84%), mentre il MSS, che nel 2017 aveva 49% di favorevoli alla accoglienza, ora è sceso al 27. I grillini contrari all’accoglienza delle navi sono i due terzi dei votanti. Si sono salvinizzati. Ecco perché c’e un passaggio di voti dal M5S alla Lega. Sono dati, come sempre nei sondaggi, provvisori e approssimativi, che però testimoniano il fascino che ora la politica di Salvini esercita anche sugli alleati pentastellati.

Altri sondaggi confermano i risultati di quello di Diamanti: secondo una ricerca di Ipsos, oggi il 57% degli italiani giudica negativa l’immigrazione; e per Nando Pagnoncelli, sondaggista del Corriere della sera, il 61% non li vuole. Corrisponde a questo aumento dell’insofferenza per i migranti un sondaggio sulla popolarità di papa Francesco. Che nei primi anni di pontificato era quasi totale: 88% di consensi. Oggi è scesa al 70% per varie ragioni, fra le quali, dichiarano non pochi interpellati, lo sconcerto per la sua difesa oltranzista dei migranti.

Letti in chiave politica, osserva l’articolista, i sondaggi confermano il successo della politica dura di Salvini con i migranti. Tanto è vero che essa è oggi accolta anche da aree culturali e politiche distinte dalla Lega. Molti elettori non si sono scandalizzati per gli episodi dell’Aquarius e della Diciotti, anzi si sono convinti che si tratta di una tecnica utile ed equa. Per non pochi la mancata concessione dello sbarco a navi che trasportano migranti, dunque, non solo non ha sollevato proteste, ma è ormai diventata una scelta popolare

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