Visite fiscali: dal 1 settembre tutti all’Inps per evitare assenze reiterate e di massa

Il primo settembre si formalizzerà il passaggio di consegne dalle Asl, alle quali finora erano affidate le visite mediche fiscali nella Pubblica amministrazione, all’Inps, dove viene creato un Polo unico della medicina fiscale così come previsto dalla riforma Madia. Mancano alcuni passaggi, come l’armonizzazione degli orari di controllo tra pubblico e privato, ma anche per questo bisognerà aspettare poco. Sulle visite fiscali, insomma, le novità non sono poche. A cominciare dal fatto che i controlli potranno anche essere «reiterati», ossia il medico durante una malattia di più giorni potrà recarsi anche più volte a fare visita al lavoratore. E poi potranno essere «selettivi», per verificare che chi si assenta magari ogni week end o lunedì, sia malato per davvero.

Per centrare l’obiettivo, i medici verranno incentivati a svolgere il maggior numero di visite: ci sarà uno stipendio base a cui si aggiungerà una «maggiorazione», ossia un aumento del compenso, a seconda del numero di visite domiciliari e ambulatoriali svolte mensilmente. Aumentando il numero di accertamenti migliorerà – sostiene il ministero – anche la loro distribuzione, e verrà garantita una copertura più ampia a livello territoriale.

Sono previste anche le fasce orarie di reperibilità. In questa prima fase nulla dovrebbe essere modificato: sette ore per la Pa (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18) e quattro per i privati (dalle 10 alle 12e dalle 17 alle 19). Il presidente dell’Inps Tito Boeri di recente è tornato a sostenere l’aumento a sette ore per tutti. Il documento dell’Inps prevede anche che i controlli potranno essere decisi anche «d’ufficio», dallo stesso Istituto. Se il lavoratore malato non si fa trovare a casa si procederà con l’invito a visita ambulatoriale, anche per gli statali. Il costo per il 2017 si prevede pari a 17 milioni di euro (due in più del previsto). Per evitare spese ulteriori, quando sarà sforata la cifra il cervellone informatico dell’Inps bloccherà le richieste di controllo.

In questo modo si cerca di evitare quei fenomeni di assenza collettiva dal posto di lavoro che si erano verificate in passato. Rimase famoso il capodanno dei Vigili romani, quando, nella notte a cavallo tra il 2014 e il 2015 si registrarono 1’83,5% di assenze dell’ultima ora. Adesso, con le nuove regole, non dovranno più accadere.

 

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