Fiorentina (manca l’amalgama), battuta dalla Samp: 1-2. L’assalto finale non basta

Manca l’amalgama, come avrebbe detto un antico presidente del Catania (il costruttore Massimino). E l’amalgama non si compra, bisogna trovarlo lavorando in allenamento. La Fiorentina, torre di Babele o Armata Brancaleone, gioca un primo tempo sconclusionato, incassa due gol e compromette la partita. Ora è in fondo alla classifica a zero punti. La colpa? Anche di Tomovic (more solito…) che non copre Caprari su una brutta respinta di Sportiello. Il sampdoriano segna. Eppoi lo stesso Tomovic colpisce con la mano e provoca il rigore dello zero a due, trasformato da Quagliarella. Addio Fiorentina? No: nella ripresa Pioli toglie Tomovic e manda in campo un Gaspar ruvido ma volitivo. Deve migliorare sui cross. Però sta di fatto che un suo pallone messo in mezzo al 5’ consente a Badelj di battere a rete dimezzando lo svantaggio. Poi è assalto, per 40’ minuti. Puggioni para tutto. La Fiorentina sfiora il pareggio ma non lo coglie. La Samp vince e vola nel gruppo di testa: con Juve, Inter, Napoli, Milan. Giampaolo può essere contento anche se ha avuto una buona dose di fortuna. Quella che è mancata a Pioli, costretto a far tesoro della sosta internazionale per cercare di mettere insieme tante individualità discrete che però non fanno ancora squadra. Il Franchi ha sostenuto la squadra per tutti i 94’ minuti. Poi è sbottato nel coro fatidico: Della Valle vattene, Della Valle vatteneeee. Chi si salva? Badelj è stato il migliore. Gil Dias (entrato al posto di Eysseric dopo 20’) ha avuto buoni spunti ma deve essere più rapido al momento del tiro. Chiesa si è mangiato il pallone del pareggio a pochi minuti dal termine. In difesa, detto di Gaspar che va un po’ sgrezzato (Tomovic è anche sfortunato, va lasciato fuori), bisogna aggiungere che Astori e Pezzella devono trovare l’intesa. Biraghi non è male: meglio lui dell’ex Milic e di Maxi Olivera. Simeone? Tanta volontà ma poco costrutto. Babacar ininfluente. Pioli deve rimboccarsi le maniche. E non sbagliare assolutamente la trasferta di Verona con l’Hellas, alla ripresa del campionato. Se poi, prima del 31 agosto, arrivasse un terzino destro vero…

RODAGGIO – Si è voltato pagina, almeno nell’atteggiamento dei tifosi verso la squadra. Si comincia con l’incitamento totale, anche con un tamburo a scandire i tempi. Nessun coro contro i Della Valle. Comincia la nuova battaglia, canta la Fiesole. Pioli ha risolto i suoi dubbi facendo giocare ancora a destra Tomovic, poi Pezzella al fianco di Astori e Biraghi a sinistra. E proprio su Biraghi è il primo fallo da ammonizione: cartello giallo per il rude Praest. A metà campo Badelj e Veretout. A trequarti gioca Benassi in mezzo a Chesa ed Eysseric. Viola subito in avanti, ma la Samp è reattiva. Primo applauso convinto (9’) dopo combinazione Simeone-Chiesa e tiro al volo di Federico che impegna Puggioni in una parata a terra, in due tempi. Ma la squadra è in evidente rodaggio, non s’improvvisano gli schemi da campionato: Benassi e Simeone non si capiscono al volo. Così come ci sono incertezze in difesa (la piglio io, la pigli te) dai quali scaturisce un pericolo al 12’: cross di Sala per Caprari, che sfiora di testa. Pallone fuori di poco. Sospiro di sollievo. E allora? Fiorentina un po’ legata. Chiesa chiama la palla e non la riceve. Automatismi da oliare, evidentemente. Al 16’ la stoccata della Fiesole: “Per vincere, bisogna spendere…”.

CAPRARI – La Sampdoria si muove meglio, visto che ha cambiato pochissimo. Viola in affanno a metà primo tempo. Primo cambio al 20’: Eysseric è claudicante, botta a una caviglia. Entra Gil Dias. Che un attimo dopo tira in porta: conclusione centrale. Quindi Striscione per Niccolò Ciatti, il ragazzo ucciso brutalmente in discoteca in Spagna. La sua famiglia è stata invitata allo stadio dalla Fiorentina, ma la dimostrazione d’affetto più carica viene dalla Fiesole. Intanti la Samp preme. Quagliarella e lo scudiero Caprari (che ha preso il posto del contesissimo Schick) imperversano. Badelj e Veretout non riescono a fare argine. Il rischio sono le ripartenze: e infatti arriva il gol doriano. Tiro di Ramirez, Sportiello respinge lateralmente. Ma arriva Caprari in corsa e la mette dentro.

RIGORE – Non c’è tempo per rifiatare. Fallo di mano di Tomovic in area. Rigore. Batte Quagliarella. Inesorabile. Zero a due. Ahi, ahi Fiorentina come sei messa male. Pioli passeggia a testa bassa davanti alla panchina. E ora? Gil Dias prova da lontano: buona la conclusione, ma Puggioni è sulla traiettoria e para. Ancora Gil un minuto dopo: pallone su un difensore che la mette fortunosamente in angolo. Ennesima palla buona a Gil Dias (40’): è in area, può calciare. Perde tempo e viene murato. Peccato. Il ragazzo portoghese è bravo, ha avuto un buon impatto sulla partita, ma deve essere più cinico e, soprattutto, preciso. Il primo tempo finisce con qualche fischio. Subito sovrapposto da un formidabile: “Forza ragazzi”. Pioli voleva il sostegno del Franchi. Ce l’ha. Ora deve farsi ascoltare da una squadra un po’ sconclusionata. Che deve limitare gli errori. Il primo gol è venuto su un rovesciamento di fronte, un contropiede classico. Il portiere ha un po’ di colpa. Magari Tomovic doveva stare su Caprari. E sempre Tomovic, quasi subito, commette il fallo da rigore. Quando capiranno che occorre un vero terzino destro? Magari prendendolo dalla B. Perché Biraghi, nulla di eccezionale nel Pescara retrocesso, perde ingenuamente qualche pallone, ma dimostra rapidità e piede decente. Meglio, molto meglio di Milic, andato all’Olimpiakos del Pireo, e di Maxi Olivera, tenuto giustamente in panchina.

BADELJ – Le squadre tornano in campo e c’è l’annuncio: Gaspar al posto di Tomovic. Boato di approvazione del Franchi. Seguito da un brivido: Gaspar si perde Caprari che, ben servito da Ramirez, mette a lato un pallone d’oro. Gaspar come Tomovic? Lui, però, è efficace nei cross: al 5’ riceve da Gil Dias, scende e la mette in mezzo per Badelj che calcia al volo e segna. Uno a due. Via viola, proviamoci. Il Franchi riprende vigore. La Fiorentina riprende coraggio. Legnata di Chiesa (10’) Puggioni deve allungarsi per deviare in angolo. Giampaolo si rende conto che Murru soffre molto Gil Dias: lo toglie manda in campo Ferrari. Fiorentina meno farfallona. Soprattutto più attenta, anche se l’intesa è faticosa da trovare. L’amalgama non si compra, si deve trovare con l’allenamento, il lavoro sul campo. Provando e riprovando gli schemi. La Fiorentina ci mette tanto impegno, tanta volontà. Benassi (26’) serve Chiesa che d’esterno calcia con forza. Puggioni si distende e respinge. Federico impreca, ma il portiere è stato bravo. Forse il migliore della Samp. Pioli gioca la carta che gli resta: dentro Babacar e fuori Benassi. Pochi secondi e Baba potrebbe buttarla dentro. Colpisce piano. Puggioni sembra un ragno: agguanta anche quella. I viola fanno fatica nei fraseggi: vincono però molti rimpalli. Giampaolo ha paura, il suo centrocampo non è impermeabile come nel primo tempo: fa cenno a Ramirez di uscire. Lo sostituisce con Alvarez.

CHIESA – Badelj sale in cattedra e prova a dettare i tempi. I viola più che di fioretto giocano di sciabola: lottano. Simeone (34’) colpisce il palo e Chiesa la mette dentro. Ma è fuorigioco: di Simeone sulla prima ribattuta. I viola insistono. Forse peccano d’irruenza. Gil Dias commette un fallo. Chiesa protesta e viene ammonito. Non basta: al 41’ Federico si trova un gran pallone a pochi metri dalla porta, invece del tiro semplice e vincente va in acrobazia: il pallone vola inesorabilmente alto. Era l’ultima occasione. Quattro minuti di recupero. L’assalto non dà risultato. Fiorentina sconfitta: è ultima in classifica, a zero punti. La Samp si piazza nel gruppo delle prime, a quota sei. La sosta è provvidenziale.

Sandro Bennucci

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