Pubblica amministrazione: pagamenti, regione toscana e comune di Firenze fra i più lenti

Nei giorni scorsi il ministero dell’Economia ha pubblicato sul proprio sito internet, la classifica dei cinquecento «migliori pagatori» della Pubblica amministrazione. E lo ha fatto stilando tre graduatorie diverse.

I CRITERI – Una in base al tempo medio ponderato di pagamento, ossia quanti giorni in media passano dal ricevimento delle fatture al loro saldo. Un’altra in base alla percentuale delle fatture pagate nei termini e, la terza, in base al tempo medio di ritardo dei pagamenti. Nella prima classifica il vincitore è il Comune di San Genesio Altoatesino, che ha stabilito un vero record: ha saldato circa 1’80% delle mille fatture ricevute dai fornitori in soli sei giorni. Nessuno ha fatto meglio. I Comuni di Castelnuovo di Cecina e di Quinto di Treviso, così come il tribunale di Siracusa (giudice unico di primo grado), riescono a pagare in nove giorni. Seguiti dai municipi di Capriolo, Rosate, Settala e Sorisole.

L’obiezione potrebbe essere che si tratta di piccoli Comuni, che dunque emettono poche fatture. Ma ci sono anche grandi amministrazioni che non sfigurano per niente. Come per esempio il Gse, il Gestore dei servizi energetici. Secondo le tabelle del ministero, nel 2016 ha saldato tutte le fatture ricevute, circa 810 mila per un valore totale di 5,4 miliardi di euro, in soli 21 giorni. «Il Gse», spiega il presidente e amministratore delegato Francesco Sperandini, «rappresenta oltre il 90% dell’ammontare del numero delle fatture elettroniche dei primi sedici enti che pagano tutti i fornitori nei tempi previsti. I dati del ministero», prosegue, «dimostrano che esiste una pubblica amministrazione eccellente e rientrare in questa classifica è motivo di orgoglio». Una classifica nella quale ben figurano anche la Regione Lazio e la Regione Lombardia. La prima ha effettuato 940 milioni di pagamenti su 1,08 miliardi di fatture in 26 giorni, la seconda 900 milioni negli stessi termini. Non figurano assolutamente fra i primo 500 enti né la Regione Toscana del loquace governatore Rossi, attento solo alle vicende degli immigrati e a avvertire il mondo intero su un preteso ritorno del pericolo fascista, né il Comune di Firenze. L’Agenzia delle entrate, invece, ha saldato 41 mila fatture per quasi 700 milioni di euro in 22 giorni.

LE AVVERTENZE I dati dei tempi di pagamento pubblicati dal ministero vanno però letti con qualche avvertenza. Si riferiscono alla tempistica di pagamento con la quale le pubbliche amministrazioni hanno smaltito le fatture ricevute dai propri fornitori nel corso dell’intero anno 2016, sulla base delle comunicazioni dei pagamenti effettuate sulla piattaforma informatica centralizzata. Non tutte le fatture però, vengono registrate sulla piattaforma e non tutti gli enti comunicano i loro dati. La piattaforma, ha spiegato il ministero, ha rilevato i pagamenti di circa 17,3 milioni di fatture, per un importo pari a 111,2 miliardi di euro, che corrisponde al 74 % dell’importo totale delle fatture riconosciute dalle PA nel periodo considerato (circa 22 milioni di fatture per un importo “liquidabile” di 150 miliardi). I tempi per saldare, in tutto o in parte, i 17,3 milioni di fatture per le quali sono stati comunicati i pagamenti, spiega sempre il ministero, sono stati pari in media a 58 giorni, mentre i tempi medi di ritardo sono stati di 16 giorni, un valore quest’ultimo in diminuzione del 30% rispetto ai tempi medi di ritardo con cui le Amministrazioni pubbliche hanno smaltito le fatture passive ricevute nell’anno 2015. Tuttavia, precisa sempre il Tesoro, il tempo medio di pagamento effettivo del totale delle fatture è con ogni probabilità più lungo di quello registrato tra gli enti che comunicano i dati. Una stima dei pagamenti mancanti, ottenuta con metodologia statistica, ha evidenziato che il tempo medio di pagamento semplice assume valori non superiori a 64 giorni per l’anno 2016.

Ma non sono tutte rose e fiori. Bankitalia avverte che restano ancora da saldare 64 miliardi di debiti.  Nel corso del 2016, i debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche avrebbero continuato a ridursi, dal 4,2 per cento del Pil stimato per il 2015 al 3,8% (all’incirca da 68 a64 miliardi). Il livello complessivo, secondo Via Nazionale, resta molto superiore a quello coerente con i tempi di pagamento stabiliti contrattualmente dalle parti (componente fisiologica), diminuiti anche in seguito al recepimento della direttiva europea.

 

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