Migranti: cambiare il regolamento di Dublino sull’asilo. Lo chiede perfino Cecile Kyenge

Credo che il problema principale sia proprio a livello dell’istituzione europea. Se noi non abbiamo un’equa ripartizione delle responsabilità, le persone rimangono bloccate negli hotspot perché non riescono ad andare nei Paesi dove si deve fare poi la ricollocazione. Sono stati messi per dare una mano all’Italia e alla Grecia, non per pesare su uno Stato membro. Lo ha detto l’europarlamentare del Pd Cecile Kyenge, ex ministro dell”Integrazione del governo Letta, in visita all”hotspot di Taranto.

«Per questo – ha aggiunto Kyenge – noi abbiamo detto che gli hotspot si inseriscono all’interno di un progetto molto grande che è la riforma di Dublino sul diritto d’asilo. Se non facciamo una buona riforma di Dublino, l’Italia continuerà ad avere sempre problemi. Noi possiamo denunciare tutto quello che vogliamo, ma se non cambiamo il regolamento di Dublino e applichiamo veramente l’equa ripartizione delle responsabilità, l’Ungheria, la Francia e gli altri Paesi potrebbero lavarsi le mani e continuerebbe a pesare tutto sull’Italia. La conseguenza – ha sottolineato Kyenge – è che i migranti rimangono a lungo in questi centri perché non sanno dove andare e i Paesi europei si accusano a vicenda».

 

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