Terrorismo: cannoni laser contro camion e furgoni assassini. L’esperimento americano

Fermare un’auto o un camion lanciati a grande velocità contro la folla, come quelli usati negli attentati che hanno colpito negli ultimi mesi Barcellona, Stoccolma, Berlino, Londra e Nizza, senza usare armi da guerra e provocare ulteriori vittime. E’ questa la sfida che la tecnologia potrebbe vincere grazie a nuovi dispositivi a microonde e laser, sviluppati in questi ultimi anni per le operazioni militari.

L’Esercito Usa, in particolare, ha realizzato un cannone a microonde, l’E2V RF Safe Stop, già adottato anche da alcuni corpi di polizia degli Stati Uniti. Questo strumento funziona sfruttando fasci non letali di energia ad alta intensità, analoga a quella dei forni da cucina a microonde: puntati verso il veicolo da bloccare, provocano il collasso dei dispositivi elettrici ed elettronici e quindi l’immediato arresto del mezzo.

Basato su brevetti della Teledine e2v Technologies, questo raggio della morte per i motori degli autoveicoli (denominato Directed Energy Weapon) raggiunge obiettivi in movimento senza danni alle persone. Nato come un vero proprio cannone, pesante circa 350 kg, il dispositivo inizialmente doveva essere installato a bordo di furgoni o pick-up. Ma oggi, grazie alla miniaturizzazione dei componenti, RF Safe Stop è grande poco più dei radar portatili che vengono impugnati dagli agenti per controllare la velocità.

Sono invece ancora allo studio armi anti-attentato basate sulla tecnologia laser. Le Forze armate Usa hanno sperimentato sul campo armamenti laser di varia grandezza, in grado di far saltare in aria droni e piccole imbarcazioni, ma la lotta al terrorismo richiede dispositivi non letali, per evitare di uccidere persone innocenti. Accordi internazionali vietano di usare il laser in combattimento per accecare, specialmente i piloti, ma questa restrizione non è prevista esplicitamente nella lotta al terrorismo.

A questo proposito, l’esercito cinese ha annunciato di aver messo in campo speciali fucili laser in grado di accecare terroristi, ma anche droni, che ha deciso di destinare anche all’esportazione. Esistono però anche soluzioni a bassa tecnologia che potrebbero essere utilizzate nelle aree più a rischio, come i cordoli sopraelevati per i marciapiedi e i dissuasori tagliagomme utilizzati per impedire gli accessi nelle zone vietate o l’uscita contromano dai parcheggi. Sistemi che possono essere anche controllati e attivati a distanza, permettendo il passaggio sul marciapiede dei mezzi per la pulitura o di quelli di soccorso. Una soluzione del genere è stata adottata a Nizza, a tempo di record, per evitare nuovi attentati nella zona colpita nel 2016.

 

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