Pronto soccorso in Toscana è rivoluzione: addio ai codici di colore. Arrivano i numeri

Attenzione, si tratta di una vera rivoluzione di cui dovremo tutti tener conto: nei pronto soccorso spariranno i codici colore, utilizzati finora per il triage, ossia per stabilire la priorità in base alla gravità di chi si presenta per le cure. Finora siamo stati abituati dal bianco della non urgenza al rosso dell’emergenza del pericolo di vita, passando per l’azzurro, il verde, il giallo. Dal 1° gennaio 2018, nei pronto soccorso della Toscana i codici di priorità
saranno numerici: dall’1 dell’emergenza al 5 della non urgenza. Una rivoluzione, questa, che fa parte della riorganizzazione del Pronto soccorso varata dalla giunta regionale con la delibera approvata nel corso
dell’ultima seduta della giunta regionale. Dal punto di vista del cittadino, naturalmente non cambia molto. L’auspicio è che cambiando il criterio non solo sia mantenuto il livello di attenzione degli operatori, ma addirittura si faccia un salto in avanti nel miglioramento dell’assistenza a coloro che hanno bisogno dell’intervento di medici e infermieri.

L’assessore al diritto alla salute, Stefania Saccardi, ha illustrato tutte le novità nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamani, 28 luglio. Erano con lei, Maria Teresa Mechi e Luca Puccetti, del settore Qualità dei servizi e reti cliniche dell’assessorato. «Abbiamo voluto ripensare l’intera organizzazione del pronto soccorso – ha detto l’assessore alla sanità, Stefania Saccardi – sia per accorciare i tempi di attesa che per assicurare un’attenzione maggiore alle persone più fragili. La nuova organizzazione entrerà in funzione con l’inizio del 2018. Il passaggio dai codici colore a quelli numerici è l’aspetto più evidente, ma in realtà le trasformazioni coinvolgono tutto il percorso dell’emergenza urgenza».

Pronto soccorso in Toscana

Ogni giorno, in Toscana, circa 4.100 cittadini si presentano ad un Pronto soccorso, per un totale di un milione e 500.000 accessi nello scorso anno, ovvero 4 accessi l’anno ogni 10 persone residenti. Ben 3 accessi su 4 hanno
come esito la dimissione senza ricovero. Nei primi sei mesi del 2017, con 753.000 accessi si confermano i livelli dell’anno precedente. A livello di singolo ospedale, si possono raggiungere gli 88.000 accessi annui come
nell’Azienda Pisana, o i 99.000 accessi dell’ospedale di Prato, fino ad arrivare ai 127.000 accessi di Careggi. L’accesso al PS attualmente è gestito mediante i codici colore, che segnalano i criteri di priorità che regolamentano di fatto il tempo di attesa (il codice bianco evidenzia una non urgenza; il codice azzurro una urgenza minore di scarsa rilevanza clinica; il codice verde una urgenza ma differibile; il codice giallo una urgenza; il codice rosso segnala invece una emergenza, un pericolo di vita). Un accesso ogni 4 ha un codice di priorità minore (bianco e azzurro) e il verde copre oltre la metà degli
accessi. La presenza di ampie fette di popolazione “fragile” (anziani, disabili, bambini, etc.) condiziona spesso le priorità di accesso,interferendo con le motivazioni puramente cliniche.

Nuova organizzazione

L’obiettivo è ricercare nuove soluzioni per affrontare le problematiche delle lunghe attese. Per assicurare maggiore attenzione alle persone con fragilità. Mediamente, il 75% del tempo speso da un paziente in PS è un tempo di
attesa, del quale buona parte dopo il triage, ma anche dopo l’inizio del percorso assistenziale con la visita medica, il paziente trascorre altre attese, più o meno lunghe: per l’esecuzione degli esami diagnostici di laboratorio o strumentali e la loro risposta, per le consulenze, per la rivalutazione finale da parte del medico del PS. Altre attese si verificano, una volta deciso il ricovero, per il posto letto in reparto o, in caso di dimissione, per l’uscita dal PS, sia per l’attesa del mezzo di trasporto, sia, quando prevista, per l’organizzazione della continuità delle cure sul territorio. Nel nuovo modello l’organizzazione del PS è stata ridisegnata a partire dalla funzione di triage che non si limiterà a “mettere in fila” i
pazienti per essere visitati dal medico dando priorità alle situazioni a maggiore gravità, ma orienterà da subito i pazienti verso i percorsi di cura interni. Diversamente dall’attuale sistema, organizzato per codice di priorità, nel nuovo modello il paziente viene accolto in base al suo bisogno clinico ed alla complessità assistenziale, grazie alla
individuazione a partire dal triage del percorso più appropriato in base alle caratteristiche clinico-assistenziali del paziente ed al potenziale assorbimento di risorse.

Il triage

Il nuovo triage utilizzerà codici numerici con una numerazione crescente al decrescere della priorità in base alla valutazione del rischio evolutivo, dei bisogni assistenziali e dell’impegno di risorse stimato per il trattamento. I pazienti valutati con codice 1 vengono assegnati all’area ad alta complessità clinico-assistenziale, i pazienti valutati con codice 2 e 3 all’area a complessità clinico-assistenziale intermedia e quelli con codice 4 e 5 all’area a bassa complessità clinico-assistenziale. Ed ecco i nuovi codici di Triage

– Codice di priorità 1: emergenza – tempo massimo di attesa: immediato

– Codice di priorità 2: urgenza indifferibile – entro 15 minuti

– Codice di priorità 3: urgenza differibile – entro 60 minuti

– Codice di priorità 4: urgenza minore – entro 120 minuti

– Codice di priorità 5: non urgenza – entro 240 minuti

La scelta del percorso

Le attività all’interno del PS sono organizzate in modo da avviare il paziente verso il percorso di cura più idoneo, grazie ad una segmentazione dei flussi (streaming) che prevede l’inizio della fase clinico-assistenziale quanto più precocemente possibile. La scelta del percorso appropriato avviene sulla base di una valutazione di
più dimensioni: “condizioni cliniche e rischio evolutivo”, “assorbimento di risorse”, “bisogni assistenziali”. Dalla combinazione di queste tre dimensioni valutative, il paziente può essere orientato verso un percorso
a diversa complessità clinico assistenziale. La gestione per percorsi è considerata nella letteratura internazionale un modello efficace per rispondere in maniera tempestiva all’individuazione delle risposte più appropriate. Questo contribuisce inoltre all’efficienza organizzativa, poiché ad aree diverse del percorso clinico-assistenziale corrispondono differenti esigenze in termini di risorse e di assistenza con possibilità di modulare e risorse tecnologiche e professionali.

Il Team di Valutazione Rapida

Sul modello di diverse esperienze internazionali, nei pronto soccorso di maggior dimensione viene inoltre introdotto, come ulteriore potenziamento della fase di assegnazione del percorso corretto, il Team di Valutazione Rapida
(TVR), con il compito di un inquadramento rapido ed una valutazione medico-infermieristica per alcune tipologie di percorsi a complessità intermedia, in modo da facilitarne e sveltirne il transito, ad esempio un anziano con frattura di femore che può essere rapidamente avviato al ricovero.

Percorsi specifici

All’interno di ogni PS vengono individuate tre linee di attività:

– linea di attività ad alta complessità

– linea di attività a complessità intermedia

– linea di attività a bassa complessità articolata in: codici minori (con medico); see & treat (a gestione infermieristica con supervisione medica); fast track (invio diretto dal triage alla gestione specialistica)

Inoltre per la complessità intermedia e bassa sono previsti percorsi specifici per i pazienti con bisogni particolari:

1. Percorso pediatrico

2. Percorso ostetrico-ginecologico

3. Percorso paziente con agitazione psico-motoria

4. Percorso paziente con disabilità complessa

5. Percorso vittime di violenza (da attivarsi anche nei casi sospetti)

6. Percorso malato infettivo (da attivarsi anche nei casi sospetti).

Ernesto Giusti

 

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