Pd: profondo rosso nelle casse del partito, dipendenti in cassa integrazione

Dopo l’Unità anche il partito, nel Pd non tornano i conti, quelli economici. Il tesoriere Francesco Bonifazi ha annunciato ai 184 dipendenti del Pd l’intenzione di procedere alla cassa integrazione a rotazione a partire da settembre. Per rimpinguare i magri conti del partito ma la minoranza del partito chiede di rivedere la decisione.

Cesare Damiano spiega che «la preoccupazione deve essere quella del mantenimento del livello occupazionale, su questo, mi auguro che si apra un confronto per definire un piano per fare fronte a una crisi che giunge dopo quella dell’Unità.». Preoccupazione viene espressa anche dal coordinatore dell’area Orlando, Andrea Martella. «Siamo preoccupati per ciò che sta accadendo, e vicini ai dipendenti del Pd e alle loro famiglie», dichiara Martella sottolineando come la decisione del tesoriere sia arrivata senza alcun confronto nel Partito Democratico: «La decisione di mettere tutti in cassa integrazione l’abbiamo letta sui media, dato che non è stata discussa in nessuna sede del partito. Riteniamo indispensabile un confronto sulle prospettive della struttura del Pd. I costi spropositati della campagna referendaria non possono essere scaricati sui lavoratori. È stato annunciato un piano di rientro che finora non è stato reso pubblico e che invece va fatto», conclude.

Per Gianni Cuperlo «le notizie sulla cassa integrazione per i dipendenti della direzione del Pd devono allarmare e responsabilizzare tutto il Partito e il suo gruppo dirigente, di maggioranza e minoranza. Leggo di stipendi assai differenziati e credo sia doveroso un intervento di equità e riequilibrio. Ma è chiaro che non basta. Vanno coinvolti gli eletti a tutti i livelli, cominciando dai parlamentari, per ogni possibile azione di solidarietà. E serve riflettere sulla demagogia della politica fatta senza risorse, funzionari e competenze. Alle lavoratrici e ai lavoratori del Nazareno esprimo la disponibilità mia e di SinistraDem-Campo Aperto per ogni possibile supporto a quello che a tutti gli effetti diviene da oggi un impegno per la difesa del posto di lavoro e del reddito di decine di famiglie».

 

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