Tunisi, migranti: Minniti alla Ue, blocchiamo la rotta mediterranea come quella balcanica

Il ministro Minniti, valutato il diverso comportamento della Ue per limitare gli arrivi dalla rotta balcanica (tentativo pienamente riuscito) e dalla rotta del mediterraneo centrale (miseramente fallito, quello che interessa l’Italia), ha affermato: «Se si vuole un’Europa equilibrata l’Ue deve affrontare il tema della rotta sud e del Mediterraneo centrale facendo lo stesso sforzo fatto per la Turchia». Il ministro ha ribadito dunque nel corso del vertice di Tunisi la necessità che si metta in campo lo stesso impegno che ha consentito la chiusura della rotta balcanica.

L’Europa, ha aggiunto, deve «Impegnare energie, impegnare risorse finanziarie, impegnare progetti, perché un’Europa equilibrata è quella che ha lo stesso impegno verso la parte est e verso la parte meridionale. Sono due cuori fondamentali dello stesso identico problema e la parola chiave su questo – ha concluso – è cooperazione, investimento impegno in progetti concreti».

Nel corso della stessa riunione del gruppo di contatto Africa-Europa svoltasi a Tunisi il Commissario europeo Dimitris Avramopoulos ha affermato: «Non c’e’ tempo da perdere. L’Italia, ma più in generale tutta la regione ha bisogno di tutta la nostra solidarietà. Il flusso dei migranti dalla Libia verso l’Europa è continuato ad aumentare, ha aggiunto, precisando che il nostro obiettivo è quello di fare un passo avanti nella nostra cooperazione, al fine di salvare vite umane in mare e nel deserto, ridurre la migrazione irregolare, lottare contro i passeurs e i trafficanti, proteggere i diritti dei migranti e dei rifugiati».

All’incontro hanno partecipato i ministri dell’Interno di Algeria, Austria, Ciad, Egitto, Francia, Germania, Italia, Libia, Mali, Malta, Niger, Slovenia, Svizzera, Tunisia ed Estonia in quanto presidente di turno della Ue. Al termine i partecipanti hanno emesso una dichiarazione comune nella quale intendono cooperare sui rimpatri; rafforzare azione e collaborazione contro il traffico e la tratta dei migranti; affrontare le cause profonde delle migrazioni irregolari. Alla riunione, a Tunisi, erano rappresentati anche Commissione e Consiglio Ue. Per ora dunque anche dalla sponda africana molte belle intenzioni, molte belle parole, ma pochi fatti concreti. E l’Italia è presa fra due fuochi.

 

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