Segreteria Pd: dopo Rossi scende in campo contro Renzi Speranza (bersaniani) e forse anche Emiliano

Roberto Speranza si candida ufficialmente alla segreteria Pd, i bersaniani schierano il loro nome e cercano sponde anche tra i potenziali rivali, almeno per cercare di frenare la corsa di Matteo Renzi verso una nuova investitura da leader del partito e, poi, verso nuove elezioni. «Oggi è successo un fatto politico rilevante», dice soddisfatto Pier Luigi Bersani uscendo dal centro congressi Frentani, il luogo simbolo scelto per lanciare la ‘reconquista’ del partito, anzi per liberare il partito come dice Speranza. In queste sale, ora della Cgil, negli anni ’70 c’era la sede della federazione romana del Pci. Qui il correntone Ds disse no al progetto del Partito democratico. Da qui, secondo Bersani, si parte per creare un’alternativa nel Pd che renda possibile un nuovo campo largo di centrosinistra.

Speranza non è il solo che proverà a competere con Renzi, in campo c’è già anche Enrico Rossi, il presidente della regione Toscana, e molti danno per probabile anche la candidatura di Michele Emiliano, presidente della Puglia.

Tutti, però, hanno un obiettivo comune, nell’immediato: evitare che Renzi domani acceleri sul congresso anticipato, bruciando i tempi e andando dritto verso una nuova legittimazione a furor di popolo, sulla scia della mobilitazione messa in campo per il referendum dello scorso 4 dicembre. Su questo tutti dicono parole chiare: «Serve una discussione vera – avverte Speranza – non una kermesse o un votificio. È arroganza rivendicare il 40% ottenuto al referendum». Rossi concorda in pieno: «Abbiamo bisogno di un congresso vero, non di gazebo per scegliere il più bello del reame. I tempi ci sono, Renzi si dimetta e convochi il congresso». E Emiliano aggiunge: «Domani aprirà un’assemblea e non sappiamo ancora cosa farà. Una cosa senza precedenti, l’assemblea del partito dopo una sconfitta come quella del referendum dovrebbe essere stata preparata. Di fronte non abbiamo un avversario normale». Tutti, insomma, chiedono a Renzi di non fare strappi, di andare al congresso nei tempi previsti dallo statuto, senza accelerazioni e senza forzature.

 

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