Natale 2016. Spese stabili per i regali (600 euro a famiglia). Moda, libri e food i doni più ricercati

Indagine Confesercenti-Swg: 4 famiglie su 10 si terranno sotto i 250 euro.  Esito referendum non incide su atmosfera natalizia, ma preoccupa il quadro politico emerso dopo il voto

Il 2016 è stato un anno difficile, ma rallentamento economico ed instabilità politica non bastano ad abbattere il Natale. Gli italiani, in un contesto di crescente incertezza, vogliono infatti ritagliarsi in occasione delle prossime feste un periodo di stabilità, a partire dai regali: quest’anno la spesa media prevista sarà di 600 euro a famiglia, un risultato sostanzialmente in linea rispetto a quello dello scorso anno (609 euro). Aumentano, però, anche i nuclei familiari in difficoltà: quest’anno 4 su 10 stimano di spendere  meno di 250 euro. E’ quanto emerge dalla consueta indagine Confesercenti SWG su sentiment e intenzioni di acquisto degli italiani in occasione delle prossime festività natalizie.

La stabilità della spesa media rilevata, infatti, nasconde una sempre più marcata polarizzazione tra chi può e chi non può: la quota di famiglie che spenderanno più di 800 euro per i doni passa dal 13 dello scorso anno al 17%, ma – come detto –  aumentano quelle che cercheranno di comprimere il budget sotto i 250 euro: quest’anno saranno il 40%, in salita di 7 punti rispetto al 2015. Diminuisce, invece, la fascia media: la percentuale di famiglie che spenderà tra i 250 ed i 900 euro crolla di 11 punti, passando dal 54 al 43%.

Situazione delle famiglie. La polarizzazione rilevata sul budget dei regali riflette la situazione generale delle famiglie, che tracciano un bilancio negativo del 2016: secondo il 42%, l’anno si chiude con un’Italia peggiorata dal punto di vista economico e sociale, mentre solo il 17% intravede un miglioramento. Un sentiment negativo forte soprattutto nell’età di mezzo: nelle persone tra i 34 ed i 54 anni, infatti, la quota di chi segnala un deterioramento del Paese arriva a toccare il 53%, più di uno su due. Le difficoltà emergono ancora più nettamente se si limita l’analisi ai comportamenti di spesa: il 72% degli intervistati ammette di aver ridotto le spese anche quest’anno, contro un 5% che le ha invece aumentate.

Clima di fiducia e impatto del referendum. Questo Natale quasi un italiano su due (il 47%) segnala di vivere con meno certezze rispetto al 2015. Se l’esito del referendum pesa poco sull’atmosfera natalizia – solo il 13% ritiene che possa incidere negativamente – altrettanto non si può dire del quadro politico emerso dopo il voto, che rende più incerto il 45% degli intervistati. A preoccupare di più, però, sono ancora altre questioni: in primis l’aumento dei flussi di migranti e rifugiati ed il rallentamento dell’economia, rispettivamente segnalati da l 47 e dal 46% degli intervistati come gli eventi che hanno maggiormente contribuito a creare incertezza sociale ed economica. Ma incidono anche Brexit ed emergenza terrorismo (entrambi indicati dal 20%), così come i terremoti dell’Italia centrale (17%).

I regali per il Natale 2016. In media, ogni italiano comprerà 7 doni, ma c’è un 16% che stima di arrivare fino a 20 ed un ulteriore 1% che si spingerà ancora oltre. Anche perché, quando arriva il Natale, la maggior parte degli italiani non rinuncia al valore simbolico di ‘inclusione’ del regalo: il 58% ha l’abitudine di donare ai propri cari, senza escludere nessuno, almeno una strenna natalizia simbolica. Ma c’è anche un altro 31% del campione che dichiara, invece, di concentrarsi principalmente sui bambini per i doni natalizi ed un altro 11% che ha l’uso di comprare un presente solo ed esclusivamente per i più piccoli.

Quest’anno gli italiani regaleranno ai più piccini principalmente giochi didattici, scelta indicata dal 20%, mentre al secondo posto tra i regali preferiti non mancheranno i libri (12%), mentre un’altra buona fetta, l’11% si orienterà verso il vestiario ed un 10% preferirà, invece, i giochi tecnologici. Nella lista dei doni natalizi per i bambini non mancano, comunque, le costruzioni (9%) le più tradizionali bambole, trenini e macchinette (8%) gli altri ‘giochi di una volta’ (7%) i giochi di società (6%) ed i giochi ispirati a serie tv, pubblicità o cinema (4%).

Per i più grandi, invece, sono gettonati soprattutto capi d’abbigliamento, libri e prodotti enogastronomici di qualità, magari legati alla tradizione. Quest’anno, sotto l’albero di Natale, gli italiani vogliono trovare doni utili, ma anche prodotti cui hanno rinunciato durante l’anno. In particolare, si cercano  vestiti, calzature e accessori moda, segnalati dal 37% degli italiani, una quota corrispondente a circa 16,4 milioni di persone.  In seconda posizione i libri (35%), mentre il podio è chiuso dai regali enogastronomici (32%). Seguono, nella top ten dei regali più ricercati, i prodotti tecnologici (29%), i buoni acquisto prepagati (27%), profumi e cosmetici (18%) ma anche elettrodomestici ed accessori per la casa (13%) così come smartbox e gioielli, entrambi indicati dall’8% degli intervistati.

Fra i prodotti tecnologici, come di consueto, trionfa lo smartphone, acquistato dal 52% di chi ha segnalato l’intezione di voler comprare un dono hi-tech. Seguono i tablet (22%) ed i computer tradizionali (21%). Nella top five del regalo tecnologico anche console per videogiochi (20%) e televiori UltraHD (16%). Tra le new entries, invece, è da segnalare l’esplosione degli abbonamenti in streaming, come Netflix, Spotify e Apple Music: le comprerà il 13% di chi cerca un regalo tecnologico.

Resiste anche l’usanza del regalo aziendale: quest’anno il 51% delle imprese farà un regalo: il 22% ai dipendenti, il 19% ai clienti, il 9% ai consulenti ed un 1% alle banche. Ma l’usanza, soprattutto nei confronti dei dipendenti, è in dismissione: il 37% degli intervistati, infatti, confessa di non ricevere più doni da parte dell’impresa in cui lavora.

Gli acquisti di Natale saranno ripartiti abbastanza equamente tra i principali canali di vendita. I centri commerciali raccolgono il 37% delle preferenze, in calo rispetto al 39% del 2015. Seguono, al secondo posto, negozi e mercatini della distribuzione tradizionale, che raccolgono il 31% delle indicazioni, l’1% in meno dello scorso anno. In terza posizione, ma in crescita del 2% sul 2015, l’ecommerce: quest’anno a scegliere di fare doni sul web sarà il 29%.

La stagione natalizia 2016”, spiega Massimo Vivoli, Presidente di Confesercenti “è un banco di prova importante per i  consumi, e, in particolar modo, per i negozi tradizionali: sono infatti proprio le attività di quartiere che hanno pagato in questi anni il conto più salato della crisi. Sarebbe bello se, anche per questo, gli italiani scegliessero i negozi tradizionali per i loro regali di NataleIl 2016 è stato infatti caratterizzato da una ripresa della spesa delle famiglie debole, sotto le aspettative. L’auspicio – conclude Vivoli – è che la stabilità segnalata dalla nostra indagine si confermi anche nelle prossime due settimane, quando verrà acquistata la maggior parte dei regali. Il rischio, infatti, è che le incertezze internazionali, aggravate da quelle politiche nostrane seguite al Referendum, possano contagiare cittadini e imprese, portando ad un ulteriore rallentamento dei consumi. Sarà dunque molto importante dare segnali chiari agli italiani”.

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