Intervista a Gianni Masoni Responsabile turismo Confesercenti Toscana. Positività e criticità del nuovo Testo Unico sul Turismo

Testo Unico sul Turismo, a che punto siamo?

Finalmente siamo in Consiglio ad esaminare la proposta di legge per aggiornare, appunto, il Testo Unico. L’esito del referendum ha sgombrato il campo da incertezze. Dopo l’approvazione della legge sarà necessario far partire la revisione del regolamento attuativo, che prevede i criteri di classificazione delle strutture ricettive.

In riferimento alla proposta di legge in discussione in Consiglio, Confesercenti e le altre associazioni di categoria hanno presentato, ad inizio novembre, un articolato documento con molte proposte di emendamento del testo; ed alcuni punti importanti da noi evidenziati sono stati accolti.

Quali gli aspetti positivi del Testo Unico?

Positiva la formulazione dell’articolo 6, che prevede la definizione di una nuova normativa in base alla quale stabilire ambiti territoriali specifici per il turismo.

Abbiamo accolto positivamente l’eliminazione del II comma dell’articolo 31 che prevedeva la possibilità per gli alberghi di commercializzare pacchetti turistici, in palese contrasto con le norme nazionali e comunitarie sull’intermediazione turistica.

Positiva, anche, l’introduzione di una nuova tipologia ricettiva: il  camping village, che consente una maggiore elasticità di gestione per le imprese del turismo all’aria aperta.

Siamo soddisfatti, inoltre, dell’introduzione della possibilità per le strutture ricettive di effettuare somministrazione di alimenti, bevande e fornire servizi commerciali e di wellness anche per i clienti non residenti nella struttura.

Oltre agli aspetti positivi, il Testo Unico presenta alcune criticità?

Il Testo che arriva in discussione in consiglio propone alcune norme che non condividiamo, e che a nostro giudizio complicano la vita delle imprese del settore.

Il Testo propone di mantenere, anche, la tipologia dei B&B non professionali, tipologia a nostro giudizio non necessaria essendo prevista la possibilità di esercitare in forma non professionale l’attività di affittacamere. Sempre sul tema dei B&B, non si comprende perché la loro attività di somministrazione debba limitarsi alla sola prima colazione; producendo una riduzione della capacità operativa che già oggi, a nostro giudizio, tali imprese esercitano.

Non si comprende, poi, a quale tipologia di insediamenti, sotto il profilo urbanistico, si faccia riferimento quando trattando la tipologia degli alberghi diffusi si individua quale possibile localizzazione per questi esercizi i “nuclei insediativi in ambito costiero caratterizzati da pregio ambientale”.

Anche sul tema delle locazioni turistiche emergono criticità?

La regolamentazione che viene proposta per le locazioni turistiche, benché fortemente sollecitata, a nostro giudizio, non è controllabile, quindi risulterà inefficace.

L’esigenza che avevamo manifestato era di far emergere un rilevante numero di attività (migliaia di appartamenti solo a Firenze) dal mercato sommerso, indirizzandole verso l’esercizio d’impresa. La soluzione prevista con l’art. 70 prevede l’obbligo di adottare la forma d’impresa solo nel caso in cui si pongono in locazione più di due appartamenti e che nel corso dell’anno si realizzino più di ottanta contratti. Tale condizione non è verificabile in alcun modo, essendo possibile la forma orale per i contratti brevi al di sotto dei trenta giorni di durata; con queste norme di fatto nulla cambia rispetto al quadro attuale.

Quali ulteriori riflessioni sul Testo Unico?

In particolare sugli aspetti che non ci convincono, sollecitiamo una maggiore riflessione ed una più appropriata valutazione ai legislatori regionali.

Comments are closed.