Parigi: è libero il dissidente kazako Muktar Ablyazov. La Francia rifiuta estradizione in Russia

Mukhtar AblyazovIl Consiglio di Stato francese ha rifiutato di consegnare alla Russia Mukhtar Ablyazov, banchiere kazako dissidente accusato di essersi appropriato indebitamente di grandi somme di denaro, sostenendo di considerare la richiesta ispirata da «motivi politici». Secondo gli Alti giudici i «ripetuti negoziati» intercorsi tra Russia e Kazakhstan, confermerebbero la natura «politica» della richiesta di estradizione. Uno dei legali di Ablyazov in Francia, Peter Sahlas, ha commentato il rilascio del suo assistito come «un grande passo nella difesa dei diritti civili in Francia e in Europa». Secondo la Russia, invece, Ablyazov deve rispondere di appropriazione indebita nei confronti di numerosi clienti della banca.

Poco dopo, Mukhtar Ablyazov ha lasciato la prigione francese in cui era detenuto. Ad attenderlo suo figlio, suo fratello e il suo avvocato. La sua liberazione ha rappresentato una svolta in una vicenda giudiziaria durata anni e che ha coinvolto diversi Paesi, tra cui l’Italia.

Come si ricorderà la moglie di Ablyazov, Alma Shalabayeva, venne espulsa dall’Italia nel maggio del 2013 insieme alla figlia di sei anni dopo un blitz avvenuto con modalità tuttora oggetto di indagini, e vi ha poi fatto ritorno. Ablyazov, che sfuggì allora alla cattura, era detenuto in Francia dal 31 luglio 2013, dopo il suo arresto in una villa in Costa Azzurra. La sua espulsione ha causato forti polemiche in Italia ed è tuttora aperta un’inchiesta sull’operato dei vari apparati pubblici che agirono nell’occasione.

Mukhtar Ablyazov è accusato in diversi procedimenti in Russia, Ucraina e Kazakistan per truffa e appropriazione indebita, con riferimento alle attività svolte quando era top manager della banca Bta. Nei mesi scorsi la giustizia francese aveva dato il via libera all’estradizione verso la Russia, giudicando la richiesta legittima e prioritaria rispetto a quella presentata dall’Ucraina. I legali di Ablyazov si erano tuttavia opposti, chiedendo al Consiglio di Stato di bloccare la sua estradizione, temendo che la Russia potesse rispedirlo in breve tempo in Kazakhstan.

 

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