In crescita le assunzioni in Toscana (+5%)

logot24Più assunzioni nel 2016: secondo l’indagine Excelsior, realizzata da Unioncamere e ministero del Lavoro, le imprese toscane prevedono di assumere 50.270 dipendenti, con un +5% rispetto al 2015. Il dato è però inferiore alla media nazionale (+6%).

Le assunzioni programmate sono concentrate soprattutto nel settore dei servizi (75%): in questo ambito prevale il turismo (31%), seguito dai servizi alle imprese (18%) e dai quelli alle persone (12%). Il 40% di nuovi ingressi si concentra nelle microimprese (oltre 20mila ingressi nelle aziende con meno di 10 dipendenti) e per un ulteriore 24% nelle piccole imprese (fino a 49 dipendenti): micro e Pmi hanno però una propensione ad assumere inferiore rispetto alle medie (74%) e alle grandi imprese (94%).

Il gruppo professionale più richiesto è quello delle figure qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (41%). Nell’ambito delle professionalità medium-skilled, che in Toscana coprono il 51% delle assunzioni programmate, le professioni esecutive nel lavoro d’ufficio contribuiscono per un ulteriore 10%. Il 37% delle assunzioni interessa invece professionalità low-skilled, con particolare successo per le professioni non qualificate.
Le maggiori difficoltà di reperimento si trovano nel raggruppamento degli artigiani ed operai specializzati (19%) e nelle professioni tecniche (17%).

lavoro«I dati – dice il presidente di Unioncamere Toscana, Andrea Sereni – evidenziano segnali di vitalità e di reazione del sistema imprenditoriale regionale. Nonostante la riduzione degli incentivi varati nel 2015 le assunzioni tengono, con una propensione più spiccata per le imprese esportatrici e per quelle che innovano. Queste energie vanno valorizzate e sostenute costruendo un ambiente favorevole per chi vuol fare impresa, al fine di rendere sempre più semplice, rapida e diffusa la scelta di creare un’attività. Il sistema camerale, nonostante le note difficoltà, intende lavorare per promuovere tutte quelle nuove iniziative imprenditoriali, molte delle quali innovative, che devono superare la delicata fase di startup, ed allo stesso tempo per favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro».

 

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