Toscana settima per reati ambientali nel 2015

tweet_impreseCon 1.832 infrazioni, 293 reati solo sul fronte dei rifiuti, e 22 arresti, la Toscana anche nel 2015 è al settimo posto in Italia per gli ecoreati con la posizione più alta in classifica tra le regioni del Centro-Nord.

A dirlo è il rapporto Ecomafia di Legambiente, presentato oggi a livello regionale dal presidente toscano dell’associazione Fausto Ferruzza insieme al comandante regionale del Corpo forestale dello Stato Giuseppe Vadalà, al referente regionale di Libera don Andrea Bigalli, e all’amministratore nazionale di Legambiente Nunzio Cirino Groccia.

Il rapporto rileva che grazie alla nuova legge sugli ecoreati e ad un’azione repressiva più efficace lo scorso anno si è registrato un calo dei “delitti ambientali”: il rapporto registra un calo nel settore del racket degli animali ed un lieve calo per i reati nel ciclo dei rifiuti. Rimangono sostanzialmente invariati quelli legati al cemento e i reati commessi ai danni del patrimonio storico-culturale.

«Un anno di esercizio della legge 68 del 2015 ci obbliga a fare un primo bilancio di questa nuova fase che si è aperta nel maggio dell’anno scorso – dice Ferruzza -. Da questo punto di vista è lusinghiero e sorprendente constatare l’attività di deterrenza che sta già svolgendo questo nuovo ordinamento normativo. Quando il criminale sa che non se la caverà più con una semplice multa, usa più prudenza; è meno sfacciato».

Dal rapporto, ha osservato il comandante Vadalà emerge come «la Toscana sia la regione con il più alto numero di reati rilevati fra le regioni del Centronord Italia. Se questo rileva come i fenomeni per questo tipo di crimini siano diffusi nella nostra regione, dall’altro non si può non porre in rilievo l’intensa attività delle forze di polizia finalizzata a bloccare e creare deterrenza verso questi criminali dell’ambiente e del territorio; questi dati devono servire a innalzare ancora di più la conoscenza, le attività, le operazioni, per mantenere la Toscana come il territorio in cui le ecomafie non potranno avere mai terreno facile».

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Marta Panicucci

 

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