«Tuteleremo i lavoratori, ma la Bolkestein ci sarà»

bolkesteinLa protesta degli ambulanti a Firenze non scuote le istituzioni: ieri 200 furgoni hanno attraversato lentamente la città causando disagi al traffico, dal parco delle Cascine a piazzale Michelangelo, per l’iniziativa indetta dall’associazione Assidea contro l’applicazione della direttiva europea Bolkestein, destinata a produrre nuove gare per l’assegnazione degli spazi nelle aree del mercato, e l’addio alla graduatoria fissa con posti permanenti in seguito all’assegnazione secondo la disciplina attuale. Non hanno partecipato rappresentanti della politica e delle associazioni di categoria, con l’eccezione del sindaco di Livorno Filippo Nogarin.

Comune e Regione Toscana rivendicano però il loro impegno per un’applicazione della Bolkestein che tenesse conto per quanto possibile delle esigenze degli operatori del commercio su area pubblica. «La direttiva Bolkestein è un’occasione di miglioramento della città», afferma l’assessore comunale Giovanni Bettarini, secondo cui nell’applicazione delle norme «sarà fondamentale la tutela del lavoro e dei lavoratori», ma «non rinunceremo alla nostra battaglia contro la rendita», sottolineando che «siamo disposti al dialogo ma non con queste modalità, è irresponsabile bloccare la città».

L’assessore regionale Stefano Ciuoffo dal canto suo osserva che «l’intesa raggiunta nel 2012 dalla Conferenza unificata con Regioni, Anci e categorie rappresenta un punto di adeguata risposta e salvaguardia delle esigenze dei lavoratori del settore. La Regione Toscana ha provato a sostenere la non applicabilità della disciplina comunitaria nel settore del commercio ambulante, con una legge regionale nel 2011, ma dovette soccombere dopo sentenza avversa della Corte costituzionale del dicembre 2012».

Nessuna sponda anche da parte di Anva-Confesercenti, che pure rivendica di aver combattuto questa battaglia dal 2009: «Abbiamo sfruttato tutti i strumenti possibili – scrive il presidente regionale Maurizio Innocenti in una lettera alla categoria – per escludere gli ambulanti dalla normativa. Purtroppo la norma europea non ha consentito tali interventi. Adesso, improvvisamente, si sono accodati tutti, partiti e movimenti politici, aggregazioni spontanee di operatori: va bene, nulla questio, l’importante è che la categoria non si frammenti e si divida ulteriormente; soprattutto non si faccia strumentalizzare da chi per anni non si è occupato del problema».

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