L’industria turistica punta a un altro +3% nel 2016

turismoLa Toscana punta a ripetere il 2015 positivo in termini di presenze turistiche: secondo quanto ha annunciato oggi l’assessore regionale Stefano Ciuoffo, «la tendenza di cui oggi disponiamo indica un ulteriore 3% di presenze in Toscana, un dato assolutamente rilevante in positivo».

Si tratterebbe di un bis dell’anno passato, quando l’industria turistica toscana ha potuto salutare con soddisfazione un aumento del 3,1% degli arrivi e del 2,9% delle presenze, come afferma uno studio dell’Irpet illustrato in occasione di un convegno a Firenze: poco meno di 90 milioni di presenze, che hanno generato 6.055 posizioni lavorative in più.

La dinamica regionale è stata trainata dai turisti stranieri (+3,5% le presenze e +3,6% gli arrivi), ma sono tornate a crescere le presenze di italiani (arrivi +2,6%; presenze +2,2%): e quest’anno, secondo un’indagine di Pragma per Toscana Promozione Turistica, il 14,4% degli italiani che sceglieranno di rimanere in patria per le prossime vacanze estive ha prenotato o sta per prenotare in una località della Toscana, con preferenza per destinazioni balneari (38%) o d’arte (25%).

Per quanto riguarda l’estero, si rileva un forte aumento dei viaggiatori dall’India (+38%), dall’Argentina (+17,1%), dalla Cina (+25,7%); tornano anche americani (+5,6%) e inglesi (+2,9%), oltre a tedeschi (+3.1%) e austriaci (+8,2%). Crollano però le presenze dalla Russia (-37,5%), e calano quelle dal Giappone (-13%). Fra le destinazioni, Firenze fa la parte del leone e continua a crescere (+5,2% la provincia e +5,8% il capoluogo), trainando anche la vicina Prato (+4%). Il ritorno degli italiani al mare e quello degli stranieri nell’interno spinge verso l’alto il dato di Grosseto (+4,6%), e Livorno (+2.1%). Pistoia perde il 2,1%, penalizzata dal declino del termalismo a Montecatini.

Secondo la Regione si sta diffondendo una sorta di ‘pendolarismo turistico’ che premia i contesti rurali a scapito dei centri d’arte maggiori, dinamica che potrebbe essere legata a dinamiche di prezzo e fenomeni di congestione. Si vanno diversificando in maniera netta le modalità di fruizione turistica da parte degli stranieri: più legati ai tour operators i turisti provenienti da paesi emergenti, più “esperienziali” e auto-organizzati quelli che vengono dall’Europa occidentale e dagli Usa.

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