Arezzo. Incontro con comitato Acqua Pubblica sul caro bollette

Checcaglini MoriniConfesercenti ha incontrato il Comitato Acqua Pubblica per confrontarsi sull’aumento delle tariffe disposto da Nuove Acque. Una decisione che sta preoccupando le imprese e le famiglie che si sono viste impennare del 20% le bollette. Mario Checcaglini direttore di Confesercenti ha incontrato Gianfranco Morini presidente del Comitato Acqua Pubblica dopo aver già attaccato gli aumenti tariffari. “Un incontro utile e costruttivo – ha dichiarato il direttore Mario Checcaglini – per esaminare la possibilità di una collaborazione tra il comitato che da tempo ‘sorveglia’ l’attività del sistema di organizzazione dell’acqua della provincia di Arezzo e Confesercenti che ha raccolto le lamentele di molto commercianti preoccupati dagli aumenti delle tariffe e del picco registrato nelle bollette”. “A tutti – spiega il direttore di Confesercenti – sta a cuore che il contenimento e la riduzione del costo dell’acqua. Arezzo e il sistema idrico toscano ha tariffe tra le più alte d’Italia. L’aumento registrato ad Arezzo dall’osservatorio prezzi e tariffe di Città Attiva tra il 2014 e il 2015 è stato del 7,9 % e si aggiunge al + 62% che si è registrato dal 2007 fino al 2013. Quindi una media di rincaro annuo del 10% circa. Inarrestabile se consideriamo che tra il 2015 e il 2016 già annotiamo un aumento del 20%. Ci domandiamo dove arriveremo di questo passo”. Una situazione preoccupante. “Si consideri – puntualizza Checcaglini – che il costo medio ad Arezzo è di 591 euro (numero utenti/ricavi da tariffe). Lo stesso a Milano è di 140 euro, a Varese di 198 euro e a Imperia di 212 euro. La conclusione è che c’è troppa differenza di costo. E questo è ingiustificato e pone Arezzo tra le prima dieci città in Italia per maggior costo dell’acqua. E la situazione è ancor più preoccupante se si considera che tra le prime dieci città d’Italia ben sette sono toscane a dimostrazione che qualcosa non funziona nel sistema di organizzazione della distribuzione dell’acqua”. Afferma Checcaglini : “la situazione per gli utenti è insopportabile”. Il Comitato presieduto da Gianfranco Morini da anni si dedica al fenomeno preoccupandosi dei cittadini; Confesercenti adesso sostiene le ragioni degli imprenditori preoccupati dall’esplosione delle bollette. Ad esempio per i ristoranti e i bar che hanno un consumo elevato, i costi sono lievitati a tal punto da far divenire rilevante il costo dell’acqua nel bilancio dell’azienda”. “C’è la volontà di Confesercenti – ha dichiarato Checcaglini rivolgendosi a Morini – di stringere un patto di consultazione tra la nostra associazione e il Comitato. È importante uno scambio di informazioni in modo da capire insieme cosa abbia portato a questi aumenti e per evitare che in futuro si ripetano. Confesercenti riconosce l’impegno del Comitato Acqua Pubblica, storicamente impegnato ad accendere i riflettori sulla questione acqua e a sensibilizzare l’opinione pubblica. Un impegno lodevole che vale a Morini anche una grande e qualificata conoscenza storica intorno al nostro sistema idrico che parte dal lontano 1998”. E l’incontro è stato l’occasione per condividere un concetto fondamentale. “Abbiamo condiviso – conferma Checcaglini – che per frenare gli aumenti c’è bisogno di responsabilizzare i sindaci che siedono in Ato e in Ait. Le decisioni da loro assunte sul sistema tariffario hanno necessità di maggior trasparenza. Ciò significa che prima di approvare gli aumenti i sindaci devono confrontarsi con i cittadini e con il sistema di rappresentanza sociale. C’è bisogno di un maggiore confronto: la scelta sulle tariffe necessita di una discussione che coinvolga l’opinione pubblica. E sopratutto occorre attivare un confronto alla pari tra chi propone maggiori costi per la distribuzione e quindi aumenti tariffari e chi verifica che questi siano necessari e non possa essere intrapresa una strada diversa”.

Comments are closed.