A Pitti Uomo la moda chiede frontiere aperte

Clipboard-0007L’Italia può vincere la competizione internazionale, non solo nel campo della moda: l’edizione numero 90 di Pitti Immagine Uomo si apre a Firenze nel segno di un primato industriale e creativo da rivendicare, di accordi internazionali di commercio da siglare, e di progetti da sviluppare come l’hub per la formazione annunciato dal sindaco Dario Nardella, che avrà sede alle Murate o all’ex Meccanotessile.

La platea del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, piena di operatori del settore, è stata caricata dall’acceso intervento di Carlo Calenda, ministro per lo Sviluppo economico, che ha invitato all’ottimismo pur in presenza di dati economici inferiori alle attese: «Dobbiamo equipaggiarci – ha detto – per affrontare una competizione internazionale più difficile, ma abbiamo tutte le caratteristiche per vincerla: se non ne siamo convinti noi e non riusciamo a convincere gli italiani, l’alternativa è il populismo becero che predica che non si può fare niente. Non c’è Firenze contro Milano, c’è l’Italia contro il mondo, e se la viviamo in questo modo non ce n’è per nessuno».

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, che nel suo intervento ha anche auspicato il potenziamento di infrastrutture «come l’aeroporto di Firenze», ha garantito l’appoggio dell’associazione, alla battaglia di Calenda per una veloce ratifica del Ttip e dell’accordo di commercio europeo col Canada. Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine, ha a sua volta espresso soddisfazione per la conferma, arrivata da Nardella, che entro il 2016 saranno terminati i progetti definitivi per la riqualificazione e il restyling della Fortezza da Basso, «che potrà dunque essere ancora di più motore centrale di Pitti – ha detto il sindaco – in collegamento con la Leopolda, che è un asset per il sistema fieristico».

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