La Banca d’Italia vede una ”ripresa fragile”

_20160613_144044La ripresa c’è, sebbene fragile. La sede di Firenze di Bankitalia, presentando oggi l’ultimo rapporto sull’economia regionale, riprende le parole usate dal governatore Ignazio Visco per descrivere la situazione economica del Paese.

«Qui si individuano gli stessi segnali di ripresa rilevati a livello nazionale, per cui l’espressione del governatore è molto appropriata», afferma Luisa Zappone, direttrice della sede, ricordando che nel 2015 il Pil regionale è cresciuto di quasi un punto, così come la produzione industriale; anche se il Pil rimane sei punti sotto il livello pre-crisi, e si è persa capacità produttiva col tempo. «Il motore industriale della Toscana oggi ha una cilindrata più piccola», dice Michele Benvenuti, responsabile dell’ufficio studi, secondo cui l’aumento degli occupati superiore a quello della produzione getta un’ombra sulla performance toscana in termini di produttività del lavoro.

I progressi della domanda interna e dell’occupazione trovano una eco per quanto riguarda la situazione del credito: i finanziamenti alle famiglie consumatrici da banche e società finanziarie sono cresciuti dello 0,9% nel 2015, mentre il credito al settore produttivo è cresciuto dello 0,3%. In tempi di politica monetaria espansiva, il tasso medio applicato sui mutui casa è sceso di mezzo punto al 2,6%, mentre i tassi sui prestiti a breve termine alle imprese sono scesi di quasi un punto percentuale, al 5,7%.

Si riducono i passaggi da posizioni in bonis a prestiti caratterizzati da forme meno gravi di anomalia. Tuttavia la media dei quattro trimestri dell’incidenza delle nuove sofferenze in rapporto ai prestiti in essere all’inizio di ciascun periodo è stata pari al 3,6%, in leggero aumento rispetto all’anno precedente, e quasi un punto percentuale superiore alla media italiana. I depositi detenuti dalle famiglie e dalle imprese hanno continuato a crescere (3,3%). Nel 2015 è proseguita la riduzione del numero degli sportelli bancari, oggi inferiore dell’8% al 2007.

A partire dal 2011, segnala Bankitalia, è inoltre iniziato un processo di riduzione dell’indebitamento delle imprese: in base ai dati di bilancio il leverage delle imprese toscane è diminuito di circa 7 punti percentuali. A differenza di altre regioni, la flessione è da ricondurre prevalentemente all’espulsione dal mercato di imprese avviate alla liquidazione o entrate in procedura concorsuale, caratterizzate da un livello di indebitamento mediamente più elevato rispetto a quelle rimaste attive. Solo nel 2014 vi è stato un contributo rilevante di queste ultime, soprattutto per effetto di una flessione dei debiti finanziari.

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