Includere gay e transgender fa bene alle aziende

lgbtRiconoscere la diversità, compresa quella di genere e di orientamento sessuale, fa bene alla produttività del lavoro in azienda: una tesi che ha trovato concordi tutti gli interventi dell’incontro di oggi a Firenze “Welfare e lavoro – Politiche di inclusione per le persone Lgbtqi”, primo atto del programma del Toscana Pride 2016 patrocinato dalla Regione, che culminerà con la parata di sabato 18 in centro.

Ai lavori hanno partecipato rappresentanti della General Electric Oil & Gas, della Eli Lilly Italia, dell’Ikea e dell’Anpas, dell’associazione Parks Liberi e Uguali: il dibattito si è focalizzato soprattutto sulle azioni dei grandi gruppi a favore delle politiche di inclusione e riconoscimento di diritti, ancor prima degli adeguamenti normativi.

«Sul tema del diversity management – ha ricordato nel suo intervento la vicepresidente della Regione, Monica Barni – ci siamo candidati ad un progetto europeo con l’obiettivo di portare le buone pratiche della Parks anche nella piccola-media impresa e nel settore pubblico, utilizzando l’apertura concessa del recente decreto Cirinnà».

La Regione, ha sottolineato Barni, «si è sempre dimostrata sensibile alle tematiche legate alla libera espressione e manifestazione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere di ogni singolo individuo, promuovendo il superamento delle situazioni di discriminazione. Infatti, oltre alla specifica legge regionalew in materia del 2004, ha aderito alla Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni. Ed è proprio in questo contesto che, con l’obiettivo di creare un coordinamento regionale, ha promosso, a novembre 2015, un accordo fra gli enti locali della Toscana aderenti alla rete».

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