Intervista ad Alessandro Ciapini, Direttore Confesercenti Livorno. ‘I segnali di ripresa vanno alimentati e sostenuti con politiche condivise’

alessandro ciapiniDirettore, qual è il quadro della situazione economica nella provincia di Livorno?

La crisi che negli ultimi anni ha colpito l’economia mondiale ha inevitabilmente avuto ripercussioni anche in Toscana, ma in misura diversa. Nella nostra regione è possibile delineare due macro aree che viaggiano con velocità differenti, la Toscana centrale e la Toscana costiera: se la prima è riuscita a reggere, seppur con difficoltà, all’urto della crisi, la seconda ha accusato il colpo in maniera pesante. Nella città di Livorno capisaldi come il porto, l’industria, il commercio sono entrati in crisi, con ripercussioni notevoli in termini di posti di lavoro e reddito; i giovani ritardano sempre più l’ingresso nel mondo del lavoro, sia a beneficio dell’istruzione, sia perché faticano a trovare occupazione; l’autarchia e i fasti degli scorsi decenni sono un lontano ricordo.

Nel resto della provincia, i territori storicamente a vocazione turistica ed a conduzione familiare, quali la Val di Cecina, l’Elba ed alcuni comuni della Val di Cornia hanno retto meglio il colpo, sfruttando, ancorché non completamente, la risorsa “turismo”.

Livorno e Piombino, infine, grazie agli accordi di programma governativi sta costruendo basi importanti per un rilancio dell’industria e del turismo e ci auguriamo che questo avvenga al più presto. Al momento sono ancora pesanti, sul fronte occupazionale, i postumi della crisi dell’industria.

Inevitabilmente questi processi avranno uno sviluppo temporale molto lungo e la nostra preoccupazione rimane quella di gestire le difficoltà quotidiane in un quadro generale in cui le “riserve” delle imprese e dei cittadini sono ormai esaurite.

In questo scenario a tinte fosche, ci sono spiragli di luce?

Sì, segnali di ripresa si intravedono ancorché modesti. I dati presentati alcuni giorni fa dal Centro Studi e Ricerche della CCIAA indicano un aumento per quanto riguarda il dato numerico delle imprese; il rinnovato spirito imprenditoriale e il saldo positivo fra inizio e cessazione di nuove attività va, tuttavia, analizzato con maggiore attenzione e interpretato, in molti casi, più come un “ripiego forzato” alla carenza di lavoro che come indice di vitalità economica in senso stretto.

La riprova è evidente se si analizza la tipologia delle aziende che cessano (storiche da generazioni) e quelle che iniziano (per lo più commercio su aree pubbliche).

Segnali positivi si registrano per l’occupazione (soprattutto maschile, sul fronte femminile si riscontrano difficoltà). Dati confortanti riguardano le pensioni, componente importante nel bilancio dell’economia familiare: i pensionati livornesi (in misura maggiore gli ex dipendenti pubblici) percepiscono un assegno mensile che fa invidia ai colleghi toscani e italiani.

A suo parere, quindi, qual è la strada da intraprendere per il rilancio, gli elementi su cui puntare?

Governo e Regione si sono mossi in maniera congiunta con due Accordi di Programma, appunto per la città di Livorno e Piombino, per promuovere investimenti in queste aree. Le risorse economiche sono un passaggio importante in un’ottica di rilancio, ma i segnali di ripresa vanno alimentati e sostenuti con politiche condivise, come si suol dire “fare sistema”. Gli interventi più urgenti riguardano il recupero del gap infrastrutturale (il completamento della “Tirrenica” e la realizzazione della 398 a Piombino per fare un esempio) e il potenziamento dei collegamenti (in primis il miglioramento della linea ferroviaria Ventimiglia-Roma). Un elemento su cui puntare è la promozione turistica, valorizzando le tipicità enogastronomiche e l’offerta delle località costiere. Il crocierismo a Livorno, quasi un milione di turisti che attraccano sulle nostre banchine, sono una grande opportunità per la città e la sfida vera è quella di migliorare l’offerta turistica, anche attraverso pacchetti ad hoc da vendere a bordo delle navi da crociera.

La Toscana è ricca di città d’arte che attirano milioni di turisti, molti dei quali approdano sulla nostra costa: il turismo rappresenta sicuramente un’opportunità da cogliere.

In questo scenario, che ruolo riveste la Confesercenti?

Noi siamo portatori degli interessi della piccola e media impresa e non ci appassionano le contrapposizioni politiche di nessun genere; riteniamo, in questi anni di aver contribuito ad arricchire le amministrazioni comunali con proposte costruttive frutto dell’esperienza maturata sul campo, unicamente nell’interesse delle categorie che rappresentiamo e dell’economia dei nostri territori. Bisogna aver chiaro il presupposto che dalla crisi si esce tutti insieme: Istituzioni, Associazioni di categoria, enti, imprese sono tutti chiamati a dare un contributo e recitare un ruolo importante, ciascuno con le proprie prerogative, per dare vita ad una sorta di “patto sociale” che abbia come scopo esclusivo il rilancio dell’area costiera. I tempi sono maturi e le occasioni vanno colte … “se non ora, quando?” …

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