Industria: Istat, a marzo già fatturato (-1,1%) e ordinativi (-3,3%), pesa la debolezza della domanda interna

produzione-industrialeRiparte il commercio estero Extra-Ue: ad aprile surplus di oltre 3,6 miliardi di euro

Fatturato e ordinativi in flessione nell’industria a marzo. Secondo i dati resi noti dall’Istat il fatturato dell’industria segna un -1,6% sul mese precedente, e gli ordinativi un calo del -3,3%. La contrazione del fatturato è sintesi della flessione del 2,6% sul mercato interno e di un lieve incremento (+0,1%) su quello estero. Il calo degli ordinativi è verificato sia sul mercato interno (-1,5%), sia su quello estero (-5,8%). La contrazione del fatturato è verificata anche considerando la dinamica congiunturale degli ultimi tre mesi: l’indice complessivo cala dell’1,1% (-1,2% per il fatturato interno e -0,9% per quello estero). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 come a marzo 2015), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 3,6%, con un calo del 4,4% sul mercato interno e del 2,2% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per l’energia (+3,2%) mentre risultano in calo i beni strumentali, i beni intermedi (-2,5% per entrambi) e i beni di consumo (-0,6%). L’indice grezzo del fatturato si riduce, in termini tendenziali, del 3,7%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dell’energia. Per il fatturato l’incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+6,5%), mentre la maggiore diminuzione, limitatamente al comparto manifatturiero, riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-22,4%). Nel confronto con il mese di marzo 2015, l’indice grezzo degli ordinativi segna un lieve aumento (+0,1%). L’incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+30,7%), mentre la flessione maggiore si osserva nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-13,2%).

Meglio il fronte del commercio estero extra Ue: a aprille 2016, rispetto al mese precedente, entrambi i flussi commerciali sono in significativa espansione, con un incremento più marcato per le importazioni (+4,7%) che per le esportazioni (+3,9%). Il surplus commerciale (+3.603 milioni) è ampiamente superiore a quello dello stesso mese del 2015 (+2.414 milioni). La crescita congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è estesa a tutti i raggruppamenti principali di beni, a esclusione dell’energia (-6,0%). Le vendite di beni di consumo (+6,6%) e di prodotti intermedi (+5,6%) registrano una crescita sostenuta. Dal lato dell’import, l’incremento congiunturale interessa tutti i comparti. Gli acquisti di beni strumentali (+18,9%) sono in rilevante espansione. Nell’ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue è pressochè stazionaria (+0,1%); al netto della componente energetica (-35,2%), si registra una crescita contenuta (+1,6%) principalmente ascrivibile ai beni strumentali (+4,0%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale dell’import (-3,3%) investe tutti i comparti, esclusi i beni strumentali (+3,6%). Il calo dell’energia (-10,5%) e dei prodotti intermedi (-5,1%) è marcato.

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