Regione Toscana vende 34 immobili: da Villa Basilewsky a Villa Fabbricotti all’ex sanatorio Luzzi di Pratolino

Villa-BasilewskyOccorre far cassa e la regione Toscana prova di nuovo a mettere sul mercato grandi immobili che non le servono più. Sono 34. Si va da Villa Basilewsky, davanti alla fontana dei cigni della Fortezza da Basso, a Villa Fabbricotti a Firenze, all’ex sanatorio Luzzi a Sesto Fiorentino, villa Filicaia a Prato, ai i padiglioni Tanzi e Morselli dell’ex ospedale psichiatrico di Volterra, fino al castello regio a Massa Marittima. I problemi sono due: trovare i compratori e offrire magari nuove destinazioni d’uso.

Il bando, che sarà emanato a breve, è il primo passo per la cessione del patrimonio della Regione e della sanità toscana annunciato nei mesi scorsi dal governatore Enrico Rossi e illustrato oggi, 17 maggio, insieme all’assessore al bilancio Vittorio Bugli. L’elenco sarà aggiornato ogni due mesi e in base alle manifestazioni che saranno presentate la Regione e le Asl sono pronte a valutare anche possibili cambi
nella destinazione d’uso degli immobili.

“Il bando resterà sempre aperto – ha spiegato Bugli – e chiediamo a soggetti esterni e investitori se c’è interesse per i vari immobili. A seguito di questo interesse faremo una scelta e valuteremo come procedere. Sarà una sorta di catalogo sempre visibile e disponibile per il mercato. Ogni due mesi faremo delle integrazioni aggiungendo altri immobili e togliendo quelli per cui ci sono state manifestazioni di interesse”. Dei 34 immobili, ha detto ancora, “26 sono del sistema sanitario e il resto della Regione”. Secondo Rossi, vendere non significa non aver a cuore un patrimonio che è pubblico, “anzi vuol dire attuare un principio di buona gestione ed evitare situazioni di degrado o abbandono che non hanno senso e sicuramente risultano incomprensibili ai cittadini. Il fatto di voler tenere sempre tutto pubblico – ha aggiunto – ha portato al degrado per molti immobili. Questa nostra iniziativa deve diventare una pratica costante di gestione del patrimonio, non possiamo attendere che le cose si degradino o perdano di valore”.

 

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