Economia, deficit conti pubblici: la risposta di Padoan alla Ue

PADOAN SPRONA L'UE, TUTTI GLI STATI SOSTENGANO CRESCITAAbbiamo già dato conto che il ministro per l’Economia Pier Carlo Padoan, il 9 maggio – anche se la notizia è stata data solo ieri – ha scritto al vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis e al commissario agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici per difendere le posizioni dell’Italia, alla quale la UE imputa di non fare molto per ridurre il pesantissimo debito pubblico. E il ministro accampa giustificazioni, che potrebbero non essere facilmente accolte.

INFLAZIONE – «Come già riconosciuto dalla Commissione nel suo rapporto preparato nel 2015 – scrive Padoan – un’inflazione particolarmente bassa rende il rispetto della regola sul debito particolarmente impegnativa. È un fatto che l’attuale contesto macroeconomico è ancora più difficile per la riduzione del debito, dato che le pressioni deflazionistiche a livello globale si sono intensificate. A fronte di questo contesto, una politica di bilancio più stringente rispetto a quella delineata nel programma di stabilità 2016 peggiorerebbe la performance di crescita dell’economia italiana e l’evoluzione del rapporto tra debito e Pil».

MIGRANTI – Nella lettera Padoan ricorda che «il rapporto tra debito pubblico e Pil si è già virtualmente stabilizzato nel 2015», e torna a usare la giustificazione della crisi migranti. «Sia nel 2015 che nel 2016 l’Italia ha sostenuto costi straordinari equivalenti allo 0,2% del Pil su base annua, per affrontare una grande ondata di migranti e richiedenti asilo. Crediamo che questi sforzi di bilancio addizionali, in gran parte legati al controllo dei confini e al primo soccorso, debbano essere considerati nella valutazione dell’andamento di deficit e debito».

 

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