La governance di Firenze Fiera resta nel limbo

Clipboard-020Lapo Baroncelli, appena eletto al vertice di Firenze Fiera dopo le dimissioni di Luca Bagnoli, rimarrà in carica per poche settimane: il tempo necessario alla Regione Toscana per scegliere il consigliere di amministrazione che le spetta (così come devono fare la Città metropolitana e il Comune di Firenze), destinato a prendere il posto di presidente di Firenze Fiera.

A spiegarlo è l’assessore regionale Stefano Ciuoffo, che annuncia anche il cambio di rotta della Regione rispetto a (appena) quattro mesi fa, quando fu approvato (il 21 dicembre 2015) dal Consiglio regionale il Documento di economia e finanza che indicava la partecipazione in Firenze Fiera tra quelle “non strategiche da dismettere”.

«Sulla strategicità delle partecipate regionali è in atto una riflessione della Giunta: la nostra presenza nei poli fieristici è parte delle politiche di promozione della Regione e non possiamo farne a meno», afferma ora Ciuoffo. Dunque la Regione non ha più intenzione di uscire dall’azionariato di Firenze Fiera ma, anzi, dichiara di voler giocare un ruolo (ancora non troppo chiaro) nella riorganizzazione del sistema fieristico toscano.

Per Firenze, oltre alla governance, resta ora da sciogliere il nodo dei lavori di restyling alla Fortezza da Basso, possibili solo modificando l’attuale contratto con cui gli enti pubblici-proprietari hanno dato in concessione la fortificazione cinquecentesca al Firenze Fiera. Si tratta, in pratica, di scorporare la manutenzione straordinaria, riportandola in capo ai proprietari immobiliari, Regione, Città metropolitana, Comune di Firenze e, prossimamente, Camera di commercio di Firenze, che metterà i 65 milioni (frutto della vendita dell’ex Borsa Merci) necessari a fare i lavori del primo lotto, in cambio del 25% della proprietà della Fortezza.

Sarà poi il Comune di Firenze, che sta lavorando al progetto definitivo, a bandire nei prossimi mesi la gara d’appalto. Il “nuovo corso” di Firenze Fiera per adesso è rimandato.

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