Turismo a Pisa, Confesercenti pubblica il suo primo bollettino ufficiale con dati e analisi

lungarni coloreIn prevalenza inglese, tra i 30 e i 50 anni, con una permanenza di poco inferiore ai due giorni, soddisfatto dei servizi di ristorazione ma non del trasporto pubblico. Questo l’identikit del turista che nei primi tre mesi di quest’anno, con il week end pasquale a fare da traino, ha visitato Pisa ed il Lungomonte secondo il primo Bollettino turistico redatto dalla Confesercenti Toscana Nord.

Uno strumento pensato per gli operatori turistici pisani, redatto con cadenza trimestrale, in cui si fa il punto sull’andamento dei flussi per colmare, spiega Marco Ricci, responsabile organizzativo del progetto, la mancanza di dati precisi che prima venivano forniti dalla Provincia. Le nostre indicazioni sono il frutto di interviste su un campione rappresentativo di strutture turistiche e per questo possono essere di valido aiuto per capire le aspettative e i risultati della stagione appena trascorsa, in tempi brevi e attuali, rispetto a statistiche più esatte ma che ormai arrivano, se arrivano, fuori tempo massimo.

La crescita nel periodo di Pasqua è stata intorno al 2,5% con una buon risultato del settore extralberghiero ed un calo degli affittacamere. Ma il miglioramento delle presenze, anche nel 2015 (più 4,5% rispetto al 2014), non è detto che corrisponda ad un uguale aumento di fatturato. Ancora Ricci: La situazione in realtà si presenta molto diversificata da struttura a struttura, e vede una forte competitività sui prezzi nel settore alberghiero 1-3 stelle che soffrono di più, con una permanenza media sempre più breve (1,2 giorni). A Pasqua il dato è positivo così come nei fine settimana, con tassi medi di occupazione attorno al 90%.

Per quanto riguarda le nazionalità, gli inglesi sono in maggioranza con il 21% del totale degli arrivi, seguiti dai tedeschi (16%) e spagnoli (11%); solo 4% gli italiani, alla pari con polacchi e finlandesi. Conclude Ricci: A colpo d’occhio emerge una notevole similitudine con le nazionalità degli aeroporti collegati a Pisa. Con una battuta, si potrebbe dire che la vera promozione del nostro territorio è fatta in maggior parte dal Galileo Galilei. Ma lo studio di Confesercenti riguarda anche altri aspetti. Innanzitutto la fascia di età che conferma una crescita di turisti tra i 30 e i 50 anni, turisti che per il 53% mettono al primo posto delle loro richieste la ristorazione; il 60%, invece, si lamenta di carenza di mezzi di trasporto pubblico, di scarsa pulizia e di poca sicurezza.

Il nostro turismo è una macchina che viaggia con il freno a mano tirato commenta Antonio Veronese nella sua vesta di presidente Assoturismo Toscana -. Fortunatamente siamo a Pisa e in Toscana dove si va ancora avanti per forza di inerzia, ma non è questo il modo di governare un processo di evoluzione del mercato. Purtroppo sappiamo utilizzare in modo profittevole solo il 20% di quanto potremmo sviluppare. Non riusciamo a rendere il sistema competitivo a causa della pressione fiscale, dei prezzi alti, della burocrazia, della disorganizzazione. Il mercato oggi è in mano ai low cost su tutti versanti – conclude Veronese -: questo accresce i numeri ma con una propensione alla spesa minima e quindi i margini operativi delle imprese calano. Un esempio su tutti: nei ristoranti i pranzi sono veloci, non ci sono più le tre portate ma un piatto solo.

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