Pensioni, PierCarlo Padoan apre alla flessibilità in uscita

Italian Economy Minister Padoan attends a news conference with the foreign press in Rome

Andare in pensione quattro anni prima del previsto, ricorrendo a un prestito, “una sorta di mini mutuo”, concesso da banche o fondi pensione. Così da favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di nuovi giovani.  L’intervento sulla flessibilità in uscita, in discussione, secondo il sottosegretario Tommaso Nannicini costerebbe tra i 5 e i 7 miliardi di euro, possa essere praticamente (o quasi) a costo zero per le casse statali. E progettare un mix di misure per l’uscita anticipata dal mondo del lavoro, modellandole su varie tipologie di lavoratori: dai disoccupati ai casi di turnover. Queste, secondo quanto si apprende, le ipotesi a cui il governo sta lavorando nell’ambito del ‘cantiere pensioni’. Per quanto riguarda il coinvolgimento delle banche, Nannicini   tiene a chiarire che su questo “non c’è ancora una proposta concreta”. E sul mix di misure dice: “Ci possono essere diverse soluzioni per casistiche diverse. E’ stato lo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan ad intervenire alla Camera sulla possibilità di intervenire per la “flessibilità in uscita”, auspicata tanto dal presidente dell’Inps Tito Boeri, quanto da Cesare Damiano del Pd  e dai sindacati.

In particolare Padoan ha detto: “Sicuramente ci sono margini per ragionare sia sugli strumenti che sugli incentivi che sui legami tra sistema pensionistico e mercato del lavoro in modo tale da migliorare le opportunità sia per chi sta per andare in pensione sia per chi deve entrare nel mercato del lavoro. Quindi io sono sicuramente favorevole a un ragionamento complesso e sono sicuramente aperto a fonti di finanziamento complementari che si possono studiare”.

Queste fonti, viene spiegato in ambienti governativi, sarebbero in primo luogo appunto banche e fondi pensioni. Che dovrebbero, questa una delle ipotesi, con la firma di accordi e la garanzia dello Stato (quindi a tassi calmierati)  garantire dei prestiti ai lavoratori che vorranno andare in pensione anticipata.

 Il sottosegretario Nannicini spiega: “Un coinvolgimento delle banche in meccanismi di flessibilità in uscita per la pensione è possibile, anche se stiamo parlando di una proposta che al momento non esiste.  Si tratta di trovare una soluzione in cui sia conveniente investire agli stessi  istituti bancari. In sostanza “non viene richiesto un esborso a cui non corrisponda un rendimento, e se il rendimento è di mercato e profittevole, questo è quello che fanno gli istituti finanziari”.

Altra ipotesi in campo sulla flessibilità, prevedrebbe poi la possibilità di andare in pensione anticipatamente ma con una decurtazione sull’assegno che potrebbe arrivare intorno al 4/5%  in base anche agli scaglioni di reddito. Anche qui si ricorrerebbe comunque, a risorse del mondo creditizio.

Comments are closed.